Vivete da animali terreni consapevoli. In sintonia con il corpo e con la vita, con la Natura e con la Terra. Vivete da animali terreni consapevoli. Consapevoli di essere un fenomeno naturale ed una parte della Natura e della Terra, come tutti gli altri esseri viventi. Vivete da animali terreni consapevoli. Consapevoli della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell' esistenza e dell' assoluta estraneità degli altri. Vivete da animali terreni consapevoli. Seguite sempre i ritmi della Natura e della Terra e prendete dalla Natura e dalla Terra solo ciò che vi è necessario, consumando solo ciò di cui il vostro corpo ha bisogno per stare bene: cibo e acqua q.b., aria pura da respirare, una sana attività fisica e sessuale, otto ore per notte di sonno, un’ esistenza legata ai ritmi circadiani. Vivete da animali terreni consapevoli. Il corpo è la grande ragione. Esso non dice IO. Esso fa IO. C'è più verità nel corpo che in tutte le religioni e le filosofie della Terra. Vivete da animali terreni consapevoli. Trattate tutti gli esseri viventi con rispetto. Tra gli esemplari della specie Homo Sapiens trattate con rispetto solo quelli che trattano con rispetto voi e tutti gli esseri viventi. Vivete da animali terreni consapevoli. Il senso della vita è la vita e non esiste alcun "senso della vita" al di fuori della vita stessa. Vivete da animali terreni consapevoli. AUT AUT. O la Vita, la Natura e la Terra come valore. O il denaro e il profitto come valore. AUT AUT. O una società sana che abbia la Vita, la Natura e la Terra come valore. O una società malata che abbia il denaro e il profitto come valore. Teorema di Giamba sull’ ineluttabilità dell’ esistenza dei coglioni e dei coglionatori | Giamba2016 | Il Cannocchiale blog
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Giamba2016
"Animale terreno consapevole" e/o "Genus fictus natura et historia" e/o "Io sono una forza del passato solo nella tradizione è il mio amore" sono tre modi diversi di dire la stessa cosa


Diario


17 gennaio 2019

Teorema di Giamba sull’ ineluttabilità dell’ esistenza dei coglioni e dei coglionatori



1. Il coglione è chi non ha consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà del' esistenza e dell' assoluta estraneità di ogni esemplare della specie Homo Sapiens Sapiens per ogni altro esemplare della specie Homo Sapiens Sapiens perchè è angosciato da quella consapevolezza.

2. Il coglionatore è chi ha consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà del' esistenza e dell' assoluta estraneità di ogni esemplare della specie Homo Sapiens Sapiens per ogni altro esemplare della specie Homo Sapiens Sapiens, ma finge di non esserne consapevole e di vivere di fedi, deliri ed ilusioni, per spacciare fedi, deliri ed illusioni ai coglioni che hanno bisogno di fedi, deliri ed illusioni, allo scopo di cancellare in loro la consapevolezza dela realtà, che li angoscia.

3. Il coglione è sempre e comunque una vittima del coglionatore, che lo mantiene consapevolmente e scientificamente nell' inconsapevolezza della realtà, sfruttando l' angoscia che quella consapevolezza gli arreca, per spacciargli fedi, deliri ed illusioni che lo alienino e lo distraggano dalla realtà, allo scopo di impedirgli di occuparsi argutamente ed intelligentemente della realtà per conseguire i suoi scopi e realizzare i suoi interssi.

4. Il coglionatore, usando la tecnica di cui al punto 3, in primis aliena e distrae i coglioni dalla realtà, spacciando loro le fedi, i deliri e le illusioni di cui essi hanno bisogno per cancellare la consapevolezza della realtà, che li angoscia, e in secundis si propone ai coglioni come quello che si occuperà della realtà per loro, per fargli conseguire i loro scopi e per fargli realizzare i loro interessi, per ammmore, in guisa tale da avere campo libero per occuparsi solo lui della realtà, attività che svolgerà naturalmente ed ovviamente per raggiungere i suoi scopi e per curare i suoi interessi, controllando, usando e sfruttando i coglioni dopo averli distratti dalla realtà.

5. I coglioni sono la stragrande maggioranza degli esemplari della specie Homo Sapiens.

6. Quelli che usano i coglioni, i coglionatori, sono una piccolissima minoranza.

7. I coglioni non reggono la consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell esistenza e della assoluta estraneità di ogni esemplare della specie Homo Sapiens Spaiens per ogni altro esemplare della specie Homo Sapiens Sapiens.

7.1. I coglioni hanno bisogno di fedi, deliri ed illusioni per cancellare la consapevolezza della realtà, che li angoscia.

7.2 I coglioni non sono capaci di vivere senza le loro fedi, i loro deliri e le loro illusioni.

8. I coglionatori sono consapevoli della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell esistenza e della assoluta estraneità di ogni esemplare della specie Homo Sapiens Sapiens per ogni altro esemplare della specie Homo Sapiens Sapiens.

8.1. I coglionatori sono consapevoli del fatto che i coglioni hanno bisogno di fedi, deliri ed illusioni per cancellare la consapevolezza della realtà, che li angoscia.

8.2. I coglionatori non hanno bisogno di avere fedi, deliri ed illusioni perchè non sono angosciati dalla consapevolezza della realtà ergo non hanno fedi, deliri ed illusioni, ma fingono di avere fedi, deliri ed illusioni per spacciarle ai coglioni, consapevoli del fatto che i coglioni hanno bisogno di quelle fedi, di quei deliri e di quelle illusioni per cancellare la consapevolezza della realtà, che li angoscia.

8.3. I coglionatori distraggono dalla realtà i coglioni spacciando loro le fedi, i deliri e le illusioni di cui essi hanno bisogno per cancellare la consapevolezza della realtà, che li angoscia.

8.4. I coglionatori accumulano tutta la ricchezza e tutto il potere sulla Terra spacciando fedi, deliri ed illusioni ai coglioni per distrarli dalla realtà, per poi controllare usare e sfruttare i coglioni, dopo averli distratti dalla realtà spacciando loro le fedi, i deliri e le illusioni di cui essi hanno bisogno per cancelare la consapevolezza della realtà.

9. I coglioni sono angosciati dalla consapevolezza dela realtà, hanno bisogno di fedi, deliri ed illusioni per cancellare la consapevolezza della realtà, non sono capaci di vivere senza le loro illusioni ergo hanno reazioni violente, di rigetto, verso chi cerca di portargli la consapevolezza della realtà.

9.1. I coglionatori sanno che i coglioni sono angosciati dalla consapevolezza della realtà, hanno bisogno di fedi, deliri ed illusioni per cancellare la consapevolezza della realtà, non sono capaci di vivere senza le loro illusioni ergo hanno reazioni violente, di rigetto, verso chi cerca di portargli la consapevolezza della realtà.

9.2 I coglionatori sanno che i coglioni si schiereranno dalla loro parte per difendere le fedi, i deliri e le ilusioni che essi gli spacciano contro quelli che cercano di portagli la consapevolezza dela realtà, perchè la consapevolezza della realtà li angoscia.

10. I coglioni sono coglioni a seguito di una tara genetica.

10.1 I coglioni restano sempre coglioni.

11. coglionatori sanno che i coglioni sono coglioni a seguito di una tara genetica.

11.1. I coglionatori sanno che i coglioni restano sempre coglioni.

12. I coglionatori sanno che i coglioni si acchiappano e si distraggono dalla realtà sempre con la stessa tecnica, cioè spacciando loro le fedi, i deliri e le illusioni di cui essi hanno bisogno per cancellare la consapevolezza della realtà, che li angoscia.

12.1 I coglionatori sanno che i coglioni si possono agevolmente controllare, usare e sfruttare in primis distraendoli dalla realtà con la tecnica di cui sopra, in secundis proponendosi come quelli che, per ammore, si occuperanno della loro vita per realizzare i loro scopi e permettergli di conseguire i loro interessi.

12.2 I coglionatori usano sempre le stesse tecniche per acchiappare i coglioni e distrali dalla realtà, in guisa tale da potersi occupare solo loro della realtà. naturalmente ed ovviamente allo scopo di poter più agevolmente, senza contrapposizioni, conseguire i loro scopi e realizzare i loro interessi nella realtà, di cui solo essi si occupano.

13. I coglionatori esisteranno finchè esisteranno i coglioni.

14. L'eliminazione dei coglioni dalla faccia della Terra è un progetto irrealizzabile.

15. L'eliminazione dei coglionatori dalla faccia della Terra è un progetto irrealizzabile.

SUSSIDIO PEDAGOGICO NUMERO UNO

Dall' angoscia e dalla paura generate dalla consapevolezza della realtà nasce il bisogno di illusione che fa attecchire nei cervelli ogni mistificazione della realtà

ed ogni cialtrone può spacciare con successo le sue mistificazioni della realtà

solo e soltanto a chi ha bisogno di illusioni

perchè la consapevolezza della realtà genera in lui angoscia e paura.

L' Homo Sapiens è "l' animale che mistifica e delira" perchè è il solo animale ad avere consapevolezza della realtà naturale della morte, della naturale precarietà dell'esistenza e dell' assoluta estraneità dell' altro,

e costruisce immagini illusorie e mistificatorie della realtà per cancellare quelle consapevolezze, che lo angosciano.

La tendenza a mistificare e a delirare è pertanto peculiare della specie Homo Sapiens e nasce dalla stessa condizione esistenziale della specie, che è anch' essa peculiare:

la specie Homo Sapiens è la sola che ha consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell' esistenza e della assoluta estraneità dell' altro,

è la sola che ha consapevolezza della sua esistenza, quindi delle "possibilità dell'esistenza",

e gli esemplari della specie, che sono angosciati da quelle consapevolezze, hanno bisogno di cancellarle:

dalla necessità di cancellare quelle consapevolezze, che angosciano,

nasce la tendenza della specie a costruire immagini illusorie e mistificatorie della realtà.

La prime immagini illusorie e mistificatorie della realtà, il primo delirio costruito dagli esemplari della specie Homo Sapiens è il delirio della religione.

Per cancellare la consapevolezza della realtà naturale della morte, che li angoscia, gli esemplari della specie Homo Sapiens inventano la cosiddetta "vita eterna " una presunta ed ipotetica vita dopo la morte.

Per cancellare la consapevolezza della realtà naturale della precarietà dell' esistenza, che li angoscia, gli esemplari della specie Homo Sapiens inventano un presunto ed ipotetico essere soprannaturale onnipotente, onnisciente ed onnitutto, che opportunamente sollecitato con rituali e preghiere aiuta e provvede.

Per cancellare la consapevolezza della realtà naturale della assoluta estraneità ed indifferenza dei propri simili, che li angoscia perchè li porta a vedere gli altri come un "pericolo" ,

gli esemplari della specie Homo Sapiens inventano il cosiddetto "amore per il prossimo", un presunto ed ipotetico interesse di ogni esemplare della specie Homo Sapiens per ogni altro esemplare della specie Homo Sapiens, inesistente in Natura,

perchè in Natura ogni esemplare dela specie Homo Sapiens, così come ogni altro essere vivente, guidato sal sano e naturale istinto di sopravvivenza, un sano e naturale egosimo, si occupa solo e soltanto della sua sopravvivenza individuale e della permanenza del suo corredo genetico sulla Terra, che realizza accoppiandosi per riprodursi con un esempalre dell' altro sesso della sua specie per generare cuccioli ed occupandosi poi dei cuccioli generati per aumentare le loro probabilità di sopravvivenza.

Del tutto indifferente ed estraneo ai suoi simili ed alla loro vita.

Ma vita eterna, dio e amore per il prossimo sono solo le prime immagini illusorie e mistificatorie della realtà, il primo delirio costruito dagli esemplari della specie Homo Sapiens,

che poi proseguono sulla strada della costruzione di deliri, di immagini illusorie e mistificatorie della realtà,

che sono tutti creati e costruiti dal cervello degli esemplari della specie Homo Sapiens seguendo lo stesso meccanismo psicologico da cui nasce il delirio della religione:

ogni immagine illusorie e mistificatoria della realtà, ogni delirio, nasce sempre e comunque per cancellare una consapevolezza della realtà, che angoscia,

ed attecchisce solo e soltanto sul cervello di un esemplare dela specie Homo Sapiens che ha bisogno di cancellare una consapevolezza della realtà, perchè ne è angosciato.

E' un errore pertanto pensare che gli esemplari della specie Homo Sapiens mistifichino per ingannare gli altri.

In realtà ogni esemplare della specie Homo Sapiens che è angosciato dalla consapevolezza della realtà mistifica innanzitutto per ingannare se stesso,

perchè egli stesso ha bisogno della mistificazione per cancellare la consapevolezza della realtà, che lo angoscia:

questo spiega perchè un esemplare dela specie Homo Sapiens che mistifica per ingannare un altro, il quale pertanto è consapevole della tecnica della mistificazione e dovrebbe essere in grado di svelare la mistificazione di un altro esemplare della specie, possa essere poi ingannato e si faccia ingannare da un suo simile che mistifica.

Quel che accade è che quello stesso esemplare della specie Homo Sapiens che intuisce e comprende l' incapacità di accettare la consapevolezza della realtà di un altro, e la usa per spacciargli l' illusione, la mistificazione della realtà adatta a cancellare quella consapevolezza,

se è a sua volta angosciato dalla consapevolezza della realtà, ha a sua volta bisogno di un' illusione, di una mistificazione della realtà,

quindi l' illusione spacciata dall' altro, la mistificazione della realtà proposta dall' altro, attecchisce nel suo cervello così come nel cervello dell' altro aveva attecchito la sua mistificazione,

per gli stessi motivi per cui nel cervello dell' altro aveva attecchito la sua illusione, la sua mistificazione della realtà:

il bisogno di cancellare la consapevolezza dela realtà, che angoscia.

Si può ben dire, dunque, che la specie Homo Sapiens è la specie che mistifica e delira.

Resta da spiegare, a questo punto, quando è nata questa tendenza della specie Homo Sapiens a mistificare e delirare, quando l' Homo Sapiens inizia a trasformarsi in "animale che mistifica e delira".

L' Homo Sapiens inizia a trasformarsi in "animale che mistifica e delira" allorchè il primo esemplare della specie, davanti ad un proprio simile morto, è in grado di operare la deduzione: "Se lui è morto, io, che sono simile a lui, morirò anche io".

Fino ad allora la specie Homo Sapiens era stata del tutto simile alle altre specie viventi:

viveva del tutto inconsapevole della realtà naturale della vita e della morte,delle naturale precarietà del' esistenza e dell' assoluta estraneità dell' altro,

guidata dal proprio istinto di sopravvivenza, un sano e naturale egoismo che porta ogni individuo della specie

in primis a sopravvivere come individuo, procurandosi tutto ciò che serve per la sopravvivenza,

in secundis a far sopravvivere il suo corredo genetico, accoppiandosi con un esemplare dell' altro sesso della stessa specie per riprodursi, generando cuccioli che portano il suo corredo genetico, per poi occuparsi dei cuccioli generati per aumentare le loro probabilità di sopravvivenza, e, con esse , le probabilità di permanenza del suo corerdo genetico, che è nei cuccioli generati, sulla Terra.

Tutto cambia allorchè la specie, a seguito della evoluzione del suo organo cerebrale, giunge alla consapevolezza della realtà della sua esistenza, che fino ad allora, come tutte le altre specie viventi, aveva vissuto in modo inconsapevole.

A questo punto ogni esemplare della specie giunge

alla consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte,

alla consapevolezza della naturale precarietà dell' esistenza,

alla consapevolezza dell' assoluta estraneità dell' altro,

che nasce dalla consapevolezza della realtà naturale che l' istinto di sopravvivenza, il sano e naturale egoismo che fino ad allora aveva guidato in modo inconsapevole l'esistenza di ogni individuo della specie, esiste in tutti gli altri esemplari della specie, così come in ogni altro essere vivente,

ERGO

ogni esemplare della specie Homo Sapiens, così come ogni altro essere vivente, è interessato solo alla sua sopravvivenza ed a quella della sua prole, ed a procurarsi ciò che serve per la sopravvivenza sua e della sua prole, è del tutto estraneo ed indifferente a tutti gli altri,

e per procurarsi ciò che serve per la sua sopravvivenza e per quella della sua prole può anche divenire ed è in realtà divine spesso un perciolo per tutti gli altri.

A questo punto la specie Homo Sapiens giunge alla consapevolezza della realtà naturale dell' esistenza, quell' esistenza che prima la specie viveva, come tutte le altre specie viventi, in modo del tutto inconsapevole,

giunge alla consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell' esistenza e dell' assoluta estraneità dell' altro,

giunge alla consapevolezza delle "possibilità dell' esistenza" e da quella consapevolezza delle possibilità del' esistenza nasce l'angoscia.

Queste consapevolezze e l' angoscia che esse generano portano ad una trasformazione completa della specie Homo Sapiens,

una specie vivente che fino a quel punto era stata del tutto simile alle altre, perchè, come tutte le altre, viveva del tutto inconsapevole della realtà naturale della vita e della morte,delle naturale precarietà del' esistenza e dell' assoluta estraneità dell' altro,

guidata dal proprio istinto di sopravvivenza, un sano e naturale egoismo che porta ogni individuo della specie

in primis a sopravvivere come individuo, procurandosi tutto ciò che serve per la sopravvivenza,

in secundis a far sopravvivere il suo corredo genetico, accoppiandosi con un esemplare dell' altro sesso della stessa specie per riprodursi, generando cuccioli che portano il suo corredo genetico, per poi occuparsi dei cuccioli generati per aumentare le loro probabilità di sopravvivenza, e, con esse , le probabilità di permanenza del suo corerdo genetico, che è nei cuccioli generati, sulla Terra.

L' angoscia generata dalla consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell' esistenza e dell' assoluta estraneità dell' altro,

l'angoscia generata dalla consapevolezza delle "possibilità dell' esistenza"

rischia di bloccare il funzionamento dello stesso istinto di sopravvivenza.

Per cancellare quelle consapevolezze, che angoscia, la specie inizia a costruire delle immagini mistificatorie ed illusorie, sempre più deliranti, della realtà, della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell' esistenza e dell' assoluta estraneità dell' altro,

e dalla necessità di costruire delle immagini mistificatorie ed illusorie, sempre più deliranti, della realtà nasce l' animale che mistifica e delira.

Da quel momento in poi l' Homo Sapiens diventa l'animale che mistifica e delira.

un animale che, per portare avanti la sua esistenza, deve mistificare la realtà della sua esistenza, costruendo immagini sempre più deliranti della realtà,

perchè la consapevolezza della realtà dell' esistenza, la consapevolezza delle "possibilità dell' esistenza" genera in lui angoscia, un' angoscia che rischia di bloccare il funzionamento naturale dello stesso istinto di sopravivenza.

Le prime immagini illusorie e mistificatorie della realtà, il primo delirio costruito dagli esemplari della specie Homo Sapiens è il delirio della religione.

Per cancellare la consapevolezza della realtà naturale della morte, che li angoscia, gli esemplari della specie Homo Sapiens inventano la cosiddetta "vita eterna " una presunta ed ipotetica vita dopo la morte.

Per cancellare la consapevolezza della realtà naturale della precarietà dell' esistenza, che li angoscia, gli esemplari della specie Homo Sapiens inventano un presunto ed ipotetico essere soprannaturale onnipotente, onnisciente ed onnitutto, che opportunamente sollecitato con rituali e preghiere aiuta e provvede.

Per cancellare la consapevolezza della realtà naturale della assoluta estraneità ed indifferenza dei propri simili, che li angoscia perchè li porta a vedere gli altri come un "pericolo" ,

gli esemplari della specie Homo Sapiens inventano il cosiddetto "amore per il prossimo", un presunto ed ipotetico interesse di ogni esemplare della specie Homo Sapiens per ogni altro esemplare della specie Homo Sapiens, inesistente in Natura,

perchè in Natura ogni esemplare dela specie Homo Sapiens, così come ogni altro essere vivente, guidato sal sano e naturale istinto di sopravvivenza, che è un sano e naturale egosimo, si occupa solo e soltanto

in primis della sua sopravvivenza individuale

e in secundis della permanenza del suo corredo genetico sulla Terra, che realizza accoppiandosi per riprodursi con un esempalre dell' altro sesso della sua specie per generare cuccioli ed occupandosi poi dei cuccioli generati per aumentare le loro probabilità di sopravvivenza.

Del tutto indifferente ed estraneo ai suoi simili ed alla loro vita.

Ma vita eterna, dio e amore per il prossimo sono solo le prime immagini illusorie e mistificatorie della realtà, il primo delirio costruito dagli esemplari della specie Homo Sapiens,

che poi proseguono sulla strada della costruzione di deliri, di immagini illusorie e mistificatorie della realtà,

che sono tutti creati e costruiti dal cervello degli esemplari della specie Homo Sapiens seguendo lo stesso meccanismo psicologico da cui nasce il delirio della religione:

ogni immagine illusorie e mistificatoria della realtà, ogni delirio, nasce sempre e comunque per cancellare una consapevolezza della realtà, che angoscia,

ed attecchisce solo e soltanto sul cervello di un esemplare dela specie Homo Sapiens che ha bisogno di cancellare una consapevolezza della realtà, perchè ne è angosciato.

E' un errore pertanto pensare che gli esemplari della specie Homo Sapiens mistifichino per ingannare gli altri.

In realtà ogni esemplare della specie Homo Sapiens che è angosciato dalla consapevolezza della realtà mistifica innanzitutto per ingannare se stesso,

perchè egli stesso ha bisogno della mistificazione per cancellare la consapevolezza della realtà, che lo angoscia:

questo spiega perchè un esemplare dela specie Homo Sapiens che mistifica per ingannare un altro, il quale pertanto è consapevole della tecnica della mistificazione e dovrebbe essere in grado di svelare la mistificazione di un altro esemplare della specie, possa essere poi ingannato e si faccia ingannare da un suo simile che mistifica.

Quel che accade è che quello stesso esemplare della specie Homo Sapiens che intuisce e comprende l' incapacità di accettare la consapevolezza della realtà di un altro, e la usa per spacciargli l' illusione, la mistificazione della realtà adatta a cancellare quella consapevolezza,

se è a sua volta angosciato dalla consapevolezza della realtà, ha a sua volta bisogno di un' illusione, di una mistificazione della realtà,

quindi l' illusione spacciata dall' altro, la mistificazione della realtà proposta dall' altro, attecchisce nel suo cervello così come nel cervello dell' altro aveva attecchito la sua mistificazione,

per gli stessi motivi per cui nel cervello dell' altro aveva attecchito la sua illusione, la sua mistificazione della realtà:

il bisogno di cancellare la consapevolezza dela realtà, che angoscia.

La tendenza a mistificare e a delirare è peculiare della specie Homo Sapiens, che può essere a buon ragione definita "la specie che mistifica e delira",

nasce dalla stessa condizione esistenziale della specie, che è anch' essa peculiare,

perchè la specie Homo Sapiens è la sola che ha consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell' esistenza e della assoluta estraneità dell' altro,

è la sola che ha consapevolezza della sua esistenza, quindi delle "possibilità dell'esistenza":

gli esemplari della specie sono angosciati da quelle consapevolezze ed hanno bisogno di cancellarle,

e dalla necessità di cancellare quelle consapevolezze, che angosciano,

nasce la tendenza della specie a costruire immagini illusorie e mistificatorie della realtà.

Le prime immagini illusorie e mistificatorie della realtà, il primo delirio costruito dagli esemplari della specie Homo Sapiens è il delirio della religione:

l' illusione, la mistificazione, il delirio della vita eterna per cancellare la consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte,

l' illusione, la mistificazione, il delirio di un essere soprannaturale onnipotente, onnisciente ed onnitutto che opportunamente sollecitato con rituali e preghiere aiuta e provvede, per cancellare la consapevolezza della naturale precarietà dell' esistenza,

l' illusione, la mistificazione, il delirio del cosiddetto" amore per il prossimo", un presunto ed ipotetico interesse di ogni esemplare della specie Homo Sapiens per ogni altro esemplare della specie Homo Sapiens, per cancelare la consapevolezza dell' assoluta estraneità dell' altro.

Queste tre illusioni, queste tre mistificazioni, questi tre deliri sono creati dagli esemplari della specie Homo Sapiens angosciati dalla consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell' esistenza e della assoluta estraneità dell' altro

innanzitutto per ingannare se stessi, per cancellare in se stessi la consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell' esistenza e della assoluta estraneità dell' altro, che li angoscia,

per costruire per se stessi un' imagine fantasiosa, delirante ed illusoria della realtà per cancellare quele consapevolezza angoscianti,

sono solo in un secondo momento usate per ingannare gli altri esemplari della specie, e funzionano, cioè ingannano gli altri esemplari della specie se e soltanto se quelli sono angosciati da quelle stesse consapevolezze

e funzionano, cioè ingannano, solo e soltanto quelli che sono angosciati da quelle stesse consapevolezze.

La tendenza a mistificare della specie Homo Sapiens, che può essere a buon ragione definita "la specie che mistifica",

nasce pertanto nella specie con queste tre mistificazioni, con questi tre deliri, con queste tre illusioni,

costruite per ingannare se stessi, per cancellare in se stessi la consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell' esistenza e della assoluta estraneità dell' altro, che li angoscia,

ma poi quella tendenza a misitificare attechisce nella specie, che va avanti mistificando, delirando e creando illusioni su tutto, seguendo ed usando sempre lo stesso meccanismo psicologico su cui sono nate le prime:

ogni mistificazione, ogni delirio ed ogni illusione viene creata per cancellare una consapevolezza della realtà che angoscia,

e naturalmente ed ovviamente attecchisce solo sugli esemplari deboli della specie che sono angosciati dalla consapevolezza della realtà,

quelli che hanno bisogno di mistificazioni, di deliri, di illusioni che creino un' immagine illusoria della realtà che cancelli la consapevolezza della realtà che li angoscia.

Illusioni, mistificazioni e deliri finalizzate a creare un' immagine illusoria della realtà che cancelli la consapevolezza della realtà

non hanno invece alcuna possibilità di attecchire, come è facilmente comprensibile, sui cervelli degli esemplari della specie Homo Sapiens che vivono serenamente con quelle consapevolezze,

semplicemente perchè quegli esemplari della specie non hanno bisogno di illusioni, mistificazioni e deliri che cancellino la consapevolezza della realtà,

perchè la consapevolezza della realtà non li angoscia.

Questo tipo di esemplare della specie Homo Sapiens che vive serenamente e consapevolmente con la consapevolezza della realtà, quindi è consapevole anche del bisogno degli esemplari più deboli della sua specie, che definirò in breve "coglioni", di nutrirsi di mistificazioni, deliri ed illusioni che creino un' immagine illusoria della realtà che cancelli la consapevolezza della realtà che angoscia,

può invece diventare un abile ed arguto "coglionatore" qualora sia privo di scrupoli e disposto ad ingannare gli altri, guadagnandosi di che vivere spacciando agli esemplari più deboli della specie, cioè i coglioni, le mistificazioni, i deliri e le illusioni di cui essi hanno bisogno per cancellare la consapevolezza della realtà che li angoscia..

Ne consegue che i coglionatori originari ed i maestri di tutti i coglionatori sono naturalmente ed ovviamente i sacerdoti di tutte le religioni,

cioè quelli che spacciano le illusioni, le mistificazioni e i deliri originari della specie Homo Sapiens, la "specie che mistifica":

l' illusione, la mistificazione, il delirio della vita eterna per cancellare la consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte,

l' illusione, la mistificazione, il delirio di un essere soprannaturale onnipotente, onnisciente ed onnitutto che opportunamente sollecitato con rituali e preghiere aiuta e provvede, per cancellare la consapevolezza della naturale precarietà dell' esistenza,

l' illusione, la mistificazione, il delirio del cosiddetto" amore per il prossimo", un presunto ed ipotetico interesse di ogni esemplare della specie Homo Sapiens per ogni altro esemplare della specie Homo Sapiens,

e che tutti i "coglionatori" della Terra hanno sempre e comunque come maesttri e punti di riferimento e sono sempre e comunque discepoli dei coglionatori originari: i sacerdoti di tutte le religioni.

SUSSIDIO PEDAGOGICO NUMERO DUE

"Creare paura" in tutti gli altri è stata sempre la tecnica usata dai pochissimi che possiedono tutta la ricchezza e tutto il potere nella società umana, cioè in tutte le società umane finora esistite,

perchè la paura contrae il cervello, impedisce di pensare autonomamente e di agire autonamente, quindi di essere liberi,

e porta l' individuo impaurito ad affidarsi a qualcuno che lo tutela e lo protegga, che è sempre e comunque l' arguto cialtrone che ha creato la paura, il quale dopo aver creato la paura nel suo interlocutore, lo attende per "proteggerlo con amore",

avendo a quel punto a disposizione un individuo impaurito che si affiderà completamente all' arguto cialtrone che ha creato la paura, che crederà a tutto quello che l' arguto cialtrone gli dice:

un individuo impaurito che l' arguto cialtrone che ha creato e diffuso la paura potrà agevolmente e facilmente portare dove vuole.

Si tratta di una tecnica di controllo degli altri costruita sulla "creazione della paura", la tecnica consolidata usata da due millenni dal delirio contro natura e contro la vita chiamato "cristianesimo",

che diffonde tra gli esemplari della specie Homo Sapiens, approfittando dell' angoscia generata in essi dalla consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte e della naturale precarieta dell' esistenza, legata alla loro peculiare condizione esistenziale,

tutti i suoi deliri: dei, anime eterne, vite eterne, morti che resuscitano, vergini che partoriscono, madonnine che sanguinano, ricchi premi e cotillons dopo la morte et ceteras et similia.

Il presupposto su cui si fonda la tecnica di "creazione dela paura" è che non solo la paura e l' angoscia generata negli esempalri della specie Homo Sapiens dalla consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte e della naturale precarieta dell' esistenza, legata alla loro peculiare condizione esistenziale,

ma ogni paura e ogni angoscia contraggono il cervello, impediscono di pensare autonomamente e di agire autonamente, quindi di essere liberi,

e portano l' individuo impaurito ad affidarsi a qualcuno che lo tuteli e lo protegga, che è sempre e comunque l' arguto cialtrone che ha creato la paura, il quale dopo aver creato la paura nel suo interlocutore, lo attende per "proteggerlo con amore",

avendo a quel punto a disposizione un individuo impaurito ed angosciato che si affiderà completamente a lui, completamente in balia dell' arguto cialtrone che ha creato la paura, che crederà a tutto quello che l' arguto cialtrone gli propone,

un individuo impaurito ed angosciato che a quel punto l' arguto cialtrone che ha creato e diffuso la paura potrà agevolmente e facilmente portare dove vuole.

"Creare paura" dunque è la tecnica, perchè la paura contrae il cervello, impedisce di pensare autonomamente e di agire autonamente, quindi di essere liberi,

e porta l' individuo impaurito ad affidarsi a qualcuno che lo tuteli e lo protegga, che è sempre e comunque l' arguto cialtrone che ha creato la paura, il quale dopo aver creato la paura nel suo interlocutore, lo attende per "proteggerlo con amore",

avendo a quel punto a disposizione un individuo impaurito che si affiderà completamente a lui, quindi completamente in balia dell' arguto cialtrone che ha creato la paura,

che a quel punto l' arguto cialtrone che ha creato e diffuso la paura potrà agevolmente e facilmente portare dove vuole.

Per farvi comprnedere questa tecnica vi invito a guardare come essa viene usata in questi giorni su tutte le tivvi dala numero uno alla numero sette e su tutti i "principali organi di stampa nazionali"

per diffondere paura e terrore intorno alla manovra economica del governo Movimento Cinque Stelle - Lega, creando dal nulla argomenti per inventare presunti ed ipotetici pericoli legati a quella manovra e/o preconizzando disastrosi scenari futuri come conseguenza di quella manovra.

Vi invito dunque a dare un' occhiata alle trasmissioni delle tivvi dalla numero alla numero sette e agli articoli delle "principali testate giornalistiche nazionali"

non tanto per i contenuti, del tutto privi di importanza e di significato, ma solo per verificare come ogni trasmissione di quelle tivvi ed ogni articolo di quei giornali, indipendentemente dalla questione che tratta e dagli argomenti che contiene,

è sempre e comunque un' immonda accozzaglia di spauracchi di ogni tipo e/o di previsioni sempre fosche sul futuro,

per diffondere paura e terrore intorno alla manovra economica del governo Movimento Cinque Stelle - Lega, creando dal nulla argomenti per inventare presunti ed ipotetici pericoli legati a quella manovra e/o preconizzando disastrosi scenari futuri come conseguenza di quella manovra,

in guisa tale che gli italiani, impauriti da quel bombardamento massmediatico che ripropone ogni giorno lo stesso "terrorismo psicologico" sulla manovra economica del Movimento Cinque Stelle - Lega,

smettano di votare Movimento Cinque Stelle e Lega (N.D.R. insieme toccano il 63% negli ultimi sondaggi), che propongono il reddito di cittadinanza ed il No all' immigrazione per ridare dignità a milioni di italiani, concedendo loro una cifra mensile che gli permetta di essere autonomi e riducendo gli immigrati presenti sul territorio italiano,

portando di fatto ad una drastica diminuzione del numero di disperati presenti sul territorio italiani,

e tornino a votare per Forza Italia e Partito Democratico,

i due "vecchi buoni partiti" servi, schiavi e puttane dei pochissimi che hanno tutta la ricchezza, tutte le banche e tutte le imprese, i quali naturalmente bloccherebbero il reddito di cittadinanza ed aprirebbero all' immigrazione indiscriminata,

aumentando a dismisura il numero dei disperati presenti sul territorio italiano,

che è esattamente quello che vogliono quei pochissimi che hanno tutta la ricchezza, tutte le banche e tutte le imprese, che hanno creato e finanziano Forza Italia e Partito Democratico,

nonchè tutti i mass media che in questi giorni ripropongono ogni giorno dieci, cento mille volte al giorno quel bombardamento massmediatico fondato sul "terrorismo psicologico" intorno alla manovra economica del Movimento Cinque Stelle - Lega.

SUSSIDIO PEDAGOGICO NUMERO TRE

Dieci tecniche di manipolazione di massa - Noam Chomaski

1) La strategia della distrazione

L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza.
Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

2) Creare problemi e poi offrire le soluzioni

Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3) La strategia della gradualità

Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.

4) La strategia del differire

Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.

5) Rivolgersi al pubblico come ai bambini

La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

6) Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione

Sfruttate l'emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un'analisi razionale e, infine, il senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.

7) Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità

Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.
“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori".

8) Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità

Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti

9) Rafforzare l’autocolpevolezza

Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s'incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!

10) Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono

Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.

SUSSIDIO PEDAGOGICO NUMERO QUATTRO

Quando osservate gli esemplari della specie Homo Sapiens per cercare di capire e spiegare i loro comportamenti non fate mai l' errore di fermarvi pensando: "No non è possibile. 'Sta cosa fa troppo schifo !".

Tenete conto che in realtà per quanto voi pensiate che gli esemplari della specie Homo Sapiens facciano schifo, essi riusciranno a stupirvi e a fare sempe più schifo di quanto voi pensiate.

Che fare dunque ?

Badate all' aspetto pratico.

Quando avete a che fare con gli esemplari della specie Homo Sapiens non sottovalutate mai fino a che punto essi possano fare schifo

perchè da quella sottovalutazione potrebbero derivare conseguenze terribili per la vostra esistenza,

ma senza perdere tempo a sdegnarvi e a stigmatizzare ogni volta che assistete alla manifestazione di quanto fanno schifo,

perchè lo sdegno e la stigmatizzazione potrebbe avere un effetto solo su chi fa schifo involontariamente ed in buona fede, che a quel punto si correggerebbe,

e certamente non con la stragrande maggioranza degli esemplari dela specie Homo Sapiens che non solo sa perfettamente fino a che punto fa schifo,

ma addirittura, spesso e volentieri, manifesta consapevolmente, scientiifcamente e volontariamente il suo fare schifo proprio per provocare negli altri sdegno e stigmatizzazione quindi per fargli perdere la testa, non farli più ragionare e fargli compiere azioni sbagliate.

Occhio soprattutto ai cristiani e quelli del "buon selvaggio rousseauiano",

'nzomma quelli che sorridono sempre, sono sempre simpatici, non alzano mai la voce, sono sempre educati con tutti e dicono di amare tutti,

'nzomma i Vogliofampocomecazzomepare, queli che dicono sempre che ci vuole l' ammore e il cuore, che bisogna essere tutti amici ed amici degli amici, che non bisogna mai porre limiti e regole, che bisogna fare tutte le esperienze, che bisogna ascoltare, capire e perdonare et ceteras et similia...

La risposta ai Vogliofampocomecazzomepare ?

APOLOGIA DELLO STRONZO

Nella cultura italiana,
che è cultura cristiana,
quindi cultura mafiosa,
perchè il cristianesimo
è il fondamento di ogni cultura mafiosa
e la chiesa cattolica
è la mafia originaria,
modello di riferimento
di tutte le mafie propriamente dette,
non a caso nate tutte in Italia,
sede della chiesa cattolica

STRONZO

è colui che rompe
l' unità della comunità cristiano - mafiosa,
un' unità fondata sulla cultura mafiosa,
quindi sui rapporti personali degli "amici degli amici",
sull'omertà, sulla mistificazione e sull'imbroglio,
cercando di portare
la consapevolezza della realtà negli individui
e la cultura della legalità nella vita pubblica.

L'Italia e gli italiani
sono a tal punto cristiano - mafiosi
che in Italia anche la legalità e la giustizia
vengono gestite in modo mafioso:
in Italia quelli che amministrano la giustizia,
cioè giudici, poliziotti, carabinieri et ceteras et similia,
non solo proteggono gli amici degli amici
che commettono reati
quando hanno a che fare con la legge e la giustizia,
ma ancora peggio usano la legge
per accanirsi con quelli che non sono "amici degli amici",
che non fanno parte della mafia,
fino a creare ed inventare reati nei loro confronti,
per "punirli della colpa"
di non essere "amici degli amici"
di non far parte della loro mafia,
e, nel contempo,
per intimidirli
allo scopo di "convincerli"
ad entrare nella cerchia degli "amici degli amici"
e a far parte della mafia,
facendo intendere
che una volta entrati
nella cerchia degli "amici degli amici"
ed una volta parte della mafia
saranno protetti
e non avranno più nulla da temere dalla legge.

Con questi presupposti
non è difficle capire
perchè in un contesto come quello italiano,
così profondamente e pervicacemente mafioso
da usare anche la legge e la giustizia in modo mafioso

STRONZO

è quello che rompe
il clima di omertà mafiosa,
di mistificazione e di imbroglio
che regna in ogni comunità italiana,
che è sempre e comunque comunità mafiosa,
quello che cerca di imporre
la legge uguale per tutti,
la cultura della legalità.

STRUNZ !

Nella cultura napoletana,
visceralmente e profondamente mafiosa,
lo STRUNZ è colui che rompe
la compattezza della comunità,
che è sempre e comunque fondata sulla "cultura mafiosa",
che è sempre e comunque "mafia",
che è sempre e comunque "comunità mafiosa",
fondata sull'omertà, sulla mistificazione e sull'imbroglio.

Nella cultura napoletana,
visceralmente e profondamente mafiosa,
lo STRUNZ è quello che rompe il "fronte mafioso".

Lo STRUNZ, a Napoli,
è, per esempio,
colui che stigmatizza la Grande Madre Mediterranea,
quella che dopo aver reso i suoi figli camorristi
garantendogli la protezione della "comunità mafiosa",
con un'educazione che non solo prescinde dalla legalità
ma che anzi vede la legalità e la giustizia come un nemico,
prima difende i suoi rampolli camorristi
dalla giustizia e dalla legalità,
e dai rappresentanti della giustiiza e della legalità,
e poi, quando i suoi rampolli camorristi vanno in carcere,
perchè spacciano droga o ammazzano,
si occupa di loro,
sostenuta dalla "comunità mafiosa".

STRUNZ

in ogni cultura mafiosa, quindi matriarcale,
perchè la Mafia è femmina
e nasce dalla visione femminile della vita,
è il Padre che taglia il cordone ombelicale,
anche a calci in culo,
dei figli pervicacemente asserragliati nell'utero materno.

Ad aggravare ulteriormente la situazione
sta il fatto che
la societàdelconsumodellaproduzionedellusura
si propone anch'essa
come una Grande Madre
che sfama i suoi individui - embrioni,
come un immenso Paese dei Balocchi
in cui soddisfare ogni bisogno,
non solo quelli sani e naturali
ma anche quelli inutili o addirittura dannosi,
creati artificialmente da quella società
col bombardamento ossessivo dei cervelli
dalla culla alla tomba e da mane a sera,
perchè solo l'aumento dei bisogni
e quindi la proliferazione di consumi,
quindi l' aumento della produzione,
quindi l'aumento del PIL
può tenere in piedi artificialmente quella società.

Ne consegue
che la societàdelconsumodellaproduzionedellusura
mantiene questa avversione verso lo STRONZO,
nel significato sopra inteso,
che viene visto come un pericolo
perchè rischia di tagliare il cordone ombelicale
che tiene avvinti gli individui all' utero
della Grande Madre - Societàdelconsumodellaproduzionedellusura, faticosamente costruito nei cervelli di quegli individui
col bombardamento ossessivo massmediatico
dalla culla alla tomba e da mane a sera,
che li rende consumatori coatti e mentecatti,
individui pensati e non più pensanti.

Lo STRONZO,
per la cultura mafiosa
e nel contesto di una società mafiosa,
è ogni individuo
che vuole portare consapevolezza della realtà agli individui
e cultura della legalità nella vita pubblica,
ogni individuo
che vuole far pensare autonomamente gli altri individui,
che vuole trasformarli
da embrioni fedeli picciotti consumatori coatti mentecatti,
asserragliati nell' utero della Grande Madre
Mediterranea Chiesa Mafia Societàdelconsumodellaproduzionedellusura
ad individui sanamente e naturalmente autonomi,
in esemplari adulti della specie Homo Sapiens Sapiens.

Lo STRONZO,
per la cultura mafiosa
e nel contesto di una società mafiosa,
è ogni individuo pensante e non pensato
che vuole trasformare tutti gli altri individui
da esseri pensati ad esseri pensanti.

Lo STRONZO rischia di svegliare
gli adulti embrioni
pervicacemente asserragliati nell' utero
della Grande Madre Mediterranea.

Lo STRONZO rischia di svegliare
i fedeli
pervicacemente asserragliati nell' utero
della Grande Madre Chiesa.

Lo STRONZO rischia di svegliare
i picciotti
pervicacemente asserragliati nell' utero
della Grande Madre Mafia.

Lo STRONZO rischia di svegliare
i consumatori coatti mentecatti
pervicacemente asserragliati nell' utero
della Grande Madre - Societàdelconsumodellaproduzionedellusura.

Lo STRONZO
vuole far pensare autonomamente gli individui,
vuole trasformarli
da embrioni asserragliati nell' utero
della Grande Madre
Mediterranea Chiesa Mafia Societàdelconsumodellaproduzionedellusura
ad individui sanamente e naturalmente autonomi,
in esemplari adulti della specie Homo Sapiens Sapiens,
vuole trasformarli
da esseri pensati ad esseri pensanti.

Lo STRONZO
è un pericolo gravissimo
per la Grande Madre
Mediterranea Chiesa Mafia Societàdelconsumodellaproduzionedellusura,
perchè vuole rompere
l' omologazione totale degli individui
di cui la Grande Madre
Mediterranea Chiesa Mafia Societàdelconsumodellaproduzionedellusura
si giova per portare avanti se stessa.

Per questo motivo
lo STRONZO è così violentemente aggredito
in questa società.

Per questo motivo faccio qui l'APOLOGIA DELLO STRONZO.

Per questo motivo vi dico qui:
"Chiamatemi stronzo o italiani !".

Voi che siete amici,
amici degli amici,
che agli amici degli amici non negano nulla,
perchè si sa
agli amici degli amici non si può negare nulla.

Voi che siete la mafia.

E' tutto là il vostro problema taliani...

E pure quello dell' Italia.

L' amicizia..

L' amico...

E poi l'amico degli amici...

E poi agli amici non si può negare nulla...

E poi pure agli amici degli amici non si può negare nulla..

E poi la mafia..

E' tutto là il problema dell' Italia e degli italiani...

Sono convinti
che la gestione mafiosa
della società e della vita pubblica,
fondata sull' amicizia,
sugli amici degli amici e sui rapporti personali,
che è in realtà il loro peggiore difetto
e la causa di tutti i loro problemi,
sia invece il loro maggiore pregio,
e, nel contempo,
addirittura la soluzione di tutti i problemi.

E finche questa convinzione,
che per l' italiano medio è Dogma,
resterà nella mente degli italiani,
naturalmente nun se ne esce..

SUSSIDIO PEDAGOGICO NUMERO CINQUE

La Natura esiste. E basta.
Lo scopo della Natura è continuare ad esistere.
Il senso della Natura è continuare ad esistere.
Il senso della Natura è la Natura.

La Vita esiste. E basta.
Lo scopo della Vita è continuare ad esistere.
Il senso della Vita è continuare ad esistere.
Il senso della Vita è la Vita.

L' animale della specie Homo Sapiens
che sl è rifugiato
nel delirio contro natura e contro la vita
del dualismo platonico - giudaico - cristiano
per cancellare la consapevolezza
della realtà naturale della vita e della morte,
della naturale precarietà dell' esistenza
e dell' assoluta estraneità degli altri,
che lo angoscia,
è un animale malato,
alienato dal suo corpo e dalla sua vita,
alienato dalla Natura e dalla Terra.
che ha perso la sintonia con il suo corpo e con la sua vita,
che ha perso la sintonia con la Natura e con la Terra,
è un animale che delira
che ha smarrito il sano intelletto animale,
che non sa più
quello che naturalmente ed istintivamente sa
ogni essere vivente
in sintonia con il suo corpo e con la sua vita,
in sintonia con la Natura e con la Terra:
non sa più che la Natura esiste, e basta,
e che il senso della Natura è la Natura,
non sa più che la Vita esiste, e basta,
e che il senso della Vita è la Vita,
e cerca il senso della Natura e della Vita
al di fuori della Natura e della Vita,
naturalmente senza trovarlo,
perchè non esiste alcun senso della Natura
al di fuori della Natura,
perchè non esiste alcun senso della Vita
al di fuori della Vita.

Gli altri animali vedono nell' uomo
un essere simile a loro
che ha smarrito il sano intelletto animale:
vedono nell' uomo l'animale che delira
(Friedrich Wilhelm Nietzsche)

SUSSIDIO PEDAGOGICO NUMERO SEI

Ho visto esemplari della specie Homo Sapiens
urlare impazziti
davanti all' appalesarsi della realtà.

Questo il solo risultato,
il solo necessario ed inevitabile epilogo,
del loro costruire
per tutta la vita
illusioni, mistificazioni e deliri,
religioni, ideologie e filosofie
per cancellare la consapevolezza della realtà.

Ma null' altro potevano fare i mentecatti
perchè l'incapacità di accettare
la consapevolezza della realtà
era scritta nel loro DNA
sin dalla nascita.

Figli e pure Uoli carissimi !

In Verità in Verità vi dico !

La realtà prima o poi si appaleserà,
necessariamente ed inevitabilmente.

E non varranno a nulla,
di fronte al suo appalesarsi,
le illusioni, le mistificazioni, i deliri,
le religioni, le ideologie e le filosofie
che ognuno di voi crea ed inventa
in primis per ingannare se stesso,
per cancellare a se stesso
la consapevolezza della realtà naturale
della vita e della morte,
della naturale precarietà dell' esistenza
e dell' assoluta estraneità dell' altro,
in secundis per ingannare gli altri,
per cancellare negli altri,
quelli che come lui hanno bisogno di cancellarla,
la consapevolezza della realtà naturale
della vita e della morte,
della naturale precarietà dell' esistenza
e dell' assoluta estraneità dell' altro.

La realtà prima o poi si appaleserà,
necessariamente ed inevitabilmente.

Ma che ve lo dico a fa' ?

Null' altro potete fare voi poveri mentecatti
se non costuire per tutta la vita
illusioni, mistificazioni e deliri,
religioni, ideologie e filosofie
per cancellare la consapevolezza della realtà.

Perchè l' incapacità di accettare
la consapevolezza della realtà
è scritta nel vostro DNA dalla nascita.

Null' altro potete fare voi poveri mentecatti
se non giungere infine
al necessario ed inevitabile epilogo:
urlare impazziti davanti all' appalesarsi della realtà.

Perchè l' incapacità di accettare
la consapevolezza della realtà
è scritta nel vostro DNA dalla nascita.

SUSSIDIO PEDAGOGICO NUMERO SETTE

Il gioco delle tre carte – Anatomia di una truffa

In un angolo di un mercato
degli uomini si muovono in maniera concitata ed enfatica
attorno ad un tavolino.

Uno maneggia delle carte,
gli altri hanno in mano dei soldi.

E’ questa la scenario iniziale
che caratterizza il gioco delle tre carte.

Ma andiamo con ordine.

Il gioco delle tre carte è il “gioco da strada” più conosciuto in assoluto, probabilmente per la semplicità della sua meccanica: un mazziere mescola tra loro due carte nere ed una rossa.

Lo scommettitore deve cercare di seguire quella rossa e scommettere circa la sua posizione.

Apparentemente un gioco d’abilità.

Si tratta in realtà di una truffa, ciò significa che il giocatore è impossibilitato a vincere.

Così come le tecniche utilizzate per barare a poker, è patrimonio comune tra i giocatori di carte, “la mossa” che, nel gioco delle tre carte, consente al mazziere di scambiare le carte durante il miscuglio, ingannando l’occhio del giocatore.

Se però ci si crede al sicuro soltanto perché si conosce la meccanica della mossa, ci si sbaglia di grosso.

In una truffa, parallelamente a ciò che accade in qualsiasi atto di Illusionismo degno di questo nome, conoscere la meccanica dell’artificio manuale che la rende possibile (in questo caso “la mossa”), equivale a sapere poco più di nulla.

Ciò che veramente conta, sia nelle truffe che nell’Illusionismo, è l’arte di creare un solido impianto psicologico all’interno del quale tale “artificio” scompare.

Vediamo come funziona e com’è architettata questa truffa.

Gli attori in scena

Ci sono almeno cinque personaggi che ruotano intorno al tavolino:

il “mazziere” che mescola le carte e dirige il gioco;

due “compari”: sono finti giocatori che fomentano il pollo e contribuiscono a creare confusione;

un “palo”: è il compare che fa da sentinella e non solo

Il “pollo”: lo sprovveduto passante che viene adescato gioco in prospettiva di un facile guadagno.

La dinamica del raggiro

Mazziere e compari intorno al tavolo “giocano” rumorosamente per attirare l’attenzione su di loro.

Arriva il pollo, che passa per caso, è attirato dalla concitazione del capannello si avvicina al tavolo incuriosito.

Vede “girare” dei soldi, pensa che il meccanismo del gioco sia facilissimo e che si prospetta per lui una lauta e veloce possibilità di guadagno.

Invito a provare.

Il mazziere lo invita a provare, puntando senza soldi su una carta, e poi lo farà vincere, mentre uno dei compari punterà sulla carta sbagliata, perdendo.

Non è raro, inoltre, che a questo punto il mazziere “regali” una banconota (falsa) al passante per la vincita.

A livello psicologico questo punto è quello cruciale: fa scattare il “meccanismo”, innescando una sequenza di eventi che porteranno inevitabilmente il pollo a perdere i suoi soldi.

Il passante, infatti, accettando di puntare “senza soldi” (e incassando la vincita) non solo si impegna a giocare, ma anche a condividere una pratica illegale.

Inoltre il mazziere, facendolo vincere con facilità, lo convince di possedere una acutezza sopra la media (illusione rafforzata dal fatto che l’altro giocatore punta su quella sbagliata).

La mossa invisibile

Il mazziere rimescola le carte, ma questa volta utilizza la “mossa ”che risulterà “invisibile” agli occhi del pollo poiché il miscuglio è apparentemente identico a quella di qualche secondo prima, quando “ha vinto”.

Inoltre, durante il miscuglio, il pollo subirà un sovraccarico emotivo/sensoriale operato dai compari, che fingendosi suoi alleati, lo incoraggeranno animatamente a giocare o al contrario, in alcuni casi, lo dileggeranno.

Se ciò non bastasse, lo toccheranno ripetutamente per invaderne lo spazio personale ed aumentarne di conseguenza lo stato confusionale.

In queste condizioni il pollo non può che puntare sulla carta sbagliata, perdendo, ed in maniera inconscia attribuirà a questa “confusione” il fatto di non aver seguito la carta.

Voglia di rivincita

Si instilla quindi in lui la voglia di rifarsi, supportata dal bisogno di dimostrare a se stesso che quell’abilità che si era convinto di possedere è reale.

Il pollo punta ancora. E perde altri soldi.

La mossa definitiva

Il desiderio di rifarsi è fortissimo: non può accettare di aver perso i suoi soldi (ma anche di non possedere le abilità supposte, di essersi fatto fregare ecc..).

Si prospetta però una soluzione: uno dei compari (diventati suoi sostenitori), sfruttando un attimo di distrazione del mazziere, piega un angolo di una carta e strizza un occhio al pollo.

Il mazziere “non si accorge” della piega e riprende il gioco, mescolando le carte.

Il pollo ne approfitta (in realtà ciò che adesso ha intenzione di fare è frodare il mazziere) !

Le carte sono lanciate sul tavolo e la piega indica la carta vincente: è fatta !

Il pollo punta una cifra sostanziosa…e perde (durante il miscuglio il mazziere addrizza la piegatura della carta rossa e piega l’angolo di una nera, intanto il pollo è troppo intento a pensare alla sua futura vincita per seguirlo) !

Inutile dire che, appena realizzata la perdita, il compare che ha piegato l’angolo si sarà dileguato… e il pollo non potrà lamentarsi col mazziere: in fin dei conti è lui stesso che ha provato a fregarlo!

Il triste epilogo

“Polizia!” basta che sia nominata, dal palo o dall’altro complice, per far terminare bruscamente il gioco: essendo una pratica illegale all’improvviso tutti si dilegueranno, lasciando il pollo solo, disorientato e… spennato.

Starai pensando a questo punto che, puntando “a caso”, ci dovrebbe essere almeno una possibilità su tre di vittoria: non è cosi.

Esistono diversi stratagemmi per consentire alla banda, se non di vincere sempre, almeno di non perdere mai.

E io sto per rivelarteli…

Le contromosse del mazziere

Avrai già capito come sia molto ma molto difficile vincere al gioco delle tre carte, ma nel caso in cui un giocatore puntasse proprio sulla carta vincente, si verificherebbe una delle seguenti situazioni che darebbe al mazziere la scusa di non pagare la posta:

“Polizia”: come già visto sopra tutti scappano e la puntata chiaramente non viene pagata.

“Puntata più alta”: un compare punta più del pollo su un’altra carta: il mazziere afferma di poter accettare solo una puntata alla volta. Ovviamente quella più alta.

“Stai barando”: nel caso in cui il pollo blocchi il miscuglio fermando le carte con le mani, o agisca in modo “incontrollabile”, sarà accusato di voler barare dal mazziere che, spalleggiato dagli altri “giocatori”, lo allontanerà in malo modo.

“Soldi falsi”: male che vada le vincite possono essere pagate in questo modo.

Se ciò non bastasse, per concludere, oltre a questi stratagemmi esiste una mossa leggendaria chiamata “rovesciamento messicano”, che pemetterebbe al mazziere di scambiare una carta con un’altra nell’atto di girarle.

Ovviamente questa mossa (molto complessa) renderebbe fisicamente impossibile trovare la carta vincente, tuttavia essa è poco conosciuta ed utilizzata.

Ma questa è un’altra storia…

SUSSIDIO PEDAGOGICO NUMERO OTTO

Quando si ha bisogno di illusioni
il cervello viene usato
per non vedere la realtà
(Saul Bellow)

SUSSIDIO PEDAGOGICO AUDIOVISIVO NUMERO UNO

Fino a scoprire
ad uno ad uno
i vostri nascondigli
senza rimpiangere
la mia credulità
perché già dalla prima trincea
ero più curioso di voi
ero molto più curioso di voi.

Amico fragile
Fabrizio De Andrè

SUSSIDIO PEDAGOGICO AUDIOVISIVO NUMERO DUE

Una mano già trema un istante
e la gente capisce dov'è
che nascondi i colombi e gli affanni
e si vedono gli anni che hai
e ti muovi e sorridi e fai danni
hanno spento le luci e lo sai.

Fugge una carta
poi scivola via
tutti hanno visto dov'era
prestigiatore che non lo sa più
dov'è la bambola intera
e scende la sera.

Il prestigiatore
Enrico Ruggeri
https://www.youtube.com/watch?v=Tht3mNEGaMg

SUSSIDIO PEDAGOGICO AUDIOVISIVO NUMERO TRE

Il cardinale interpretato da Vittorio Gassman
Episodio"Tantum ergo" del film "I nuovi mostri"
https://www.youtube.com/watch?v=TI-IJ5UiypU&t=216s

SUSSIDIO PEDAGOGICO AUDIOVISVO NUMERO QUATTRO

Credo che in certi momenti il cervello non sa più pensare
e corre in rifugi da pazzi e non vuole tornare

Certi momenti
Pierangelo Bertoli
https://www.youtube.com/watch?v=Xa0OtzlwRUo

SUSSIDIO PEDAGOGICO AUDIOVISIVO NUMERO CINQUE

Questi anni ormai finiti
che non c'è vita più
ma strampalati miti
e quanti ne vedrai
passare e andare via

Decenni
Amedeo Minghi
https://www.youtube.com/watch?v=Z3nWBocJF3I

SUSSIDIO PEDAGOGICO AUDIOVISIVO NUMERO SEI

Così poco abili anche noi
a non dubitare mai
di una libertà indecente

Cercami
Renato Zero
https://www.youtube.com/watch?v=GnkcZa0ZfPY

SUSSIDIO PEDAGOGICO AUDIOVISIVO NUMERO SETTE

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza
percorreremo insieme
le vie che portano all' essenza

La cura
Franco Battiato
https://www.youtube.com/watch?v=cLJp-YJeuzc

SUSSIDIO PEDAGOGICO AUDIVOVISVO NUMERO OTTO

La casa è come un punto di memoria
le tue radici danno la saggezza
e proprio questa è forse la risposta
e provi un grande senso di dolcezza

Radici
Francesco Guccini
https://www.youtube.com/watch?v=TFCpY8UPotQ




permalink | inviato da _Giamba_ il 17/1/2019 alle 8:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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