Vivete da animali terreni consapevoli. In sintonia con il corpo e con la vita, con la Natura e con la Terra. Vivete da animali terreni consapevoli. Consapevoli di essere un fenomeno naturale ed una parte della Natura e della Terra, come tutti gli altri esseri viventi. Vivete da animali terreni consapevoli. Consapevoli della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell' esistenza e dell' assoluta estraneità degli altri. Vivete da animali terreni consapevoli. Seguite sempre i ritmi della Natura e della Terra e prendete dalla Natura e dalla Terra solo ciò che vi è necessario, consumando solo ciò di cui il vostro corpo ha bisogno per stare bene: cibo e acqua q.b., aria pura da respirare, una sana attività fisica e sessuale, un’ esistenza legata ai ritmi circadiani, otto ore per notte di sonno. Vivete da animali terreni consapevoli. Il corpo è la grande ragione. Esso non dice IO. Esso fa IO. C'è più verità nel corpo che in tutte le religioni e le filosofie della Terra. Vivete da animali terreni consapevoli. Trattate tutti gli esseri viventi con rispetto. Tra gli esemplari della specie Homo Sapiens trattate con rispetto solo quelli che trattano con rispetto voi e tutti gli esseri viventi. Vivete da animali terreni consapevoli. Il senso della vita è la vita e non esiste alcun "senso della vita" al di fuori della vita stessa. Vivete da animali terreni consapevoli. AUT AUT. O la Vita, la Natura e la Terra come valore. O il denaro e dio come valore. AUT AUT. O una società sana che ha la Vita, la Natura e la Terra come valore, che tuteli la Vita, la Natura e la Terra. O una società malata che ha il denaro e dio come valore, che distruggerà la Vita, la Natura e la Terra. La cosiddetta "Fede" non è una forza. E' solo e soltanto debolezza. E' uno strumento per evitare il pensiero, da parte di chi vede il pensiero come un pericolo perchè lo porterebbe ala consapevolezza della realtà, che lo angoscia. | Giamba2016 | Il Cannocchiale blog
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"Animale terreno consapevole" e/o "Genus fictus natura et historia" e/o "Io sono una forza del passato solo nella tradizione è il mio amore" sono tre modi diversi di dire la stessa cosa


Diario


24 settembre 2020

La cosiddetta "Fede" non è una forza. E' solo e soltanto debolezza. E' uno strumento per evitare il pensiero, da parte di chi vede il pensiero come un pericolo perchè lo porterebbe ala consapevolezza della realtà, che lo angoscia.





O si pensa o si crede.

Alcuni esemplari della specie Homo Sapiens pensano, altri credono.

Come si riconoscono quello che credono ?

Dal fatto che non accettano che un dialogo possa terminare restando ognuno della sua opinione,

un finale che invece è assolutamente naturale e legittimo per chi pensa.

Perchè quelli che credono non accettano che un dialogo possa terminare restando ognuno della sua opinione ?

Perchè sono angosciati dalla consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell'esistenza e dell' assoluta estraneità ed indifferenza degli altri, e della realtà tout court,

quindi vedono il pensiero come un pericolo,

perchè pensare li farebbe giungere, necessariamente ed inevitabilmente, proprio a quelle consapevolezze della realtà che li angosciano,

quindi fanno loro una fede in una religione e/o in un' ideologia e/o in qualunque altra cosa e si rintanano in essa per tutta la vita ottusamente ed ostinatamente,

perchè quella fede in quella religione e/o in quell' ideologia e/o in qualunque altra cosa è per loro necessaria per fermare il pensiero che, se portato avanti, li farebbe giungere necessariamente ed inevitabilmente a quelle consapevolezze che li angosciano.

Au contraire gli esemplari della specie Homo Sapiens che non sono angosciati dalla consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell'esistenza e dell' assoluta estraneità ed indifferenza degli altri, e della realtà tout court,

vivono serenamente il loro pensiero, portano avanti e manifestano liberamente il loro pensiero,

che non hanno bisogno di fermare con una fede perchè non sono in alcun modo angosciati da quelle consapevolezze a cui il pensiero li fa giungere,

quindi pensano liberamente ed autonomamente,
e non credono a niente e a nessuno.

Cosa accade quando uno che pensa incontra uno che crede ?

Accade che quello che pensa porta avanti un dialogo civile tra due esemplari della specie Homo Sapiens,

che prevede che ognuno dei due esprima la sua opinione,

supportandola con argomentazioni sensate e ragionevoli, per cercare di convincere l'altro,

e poi si conclude in uno di questi tre modi, tutti e tre naturali e legittimi:

1) Uno convince l' altro
2) L' altro convince l' uno
3) Ognuno dei due resta della sua opinione.

Al termine, se il dialogo termina nel terzo modo, ed ognuno dei due resta della sua opinione,

non ha alcun problema ad accettare quella conclusione.

Au contraire quello che crede non accetta quel finale del dialogo, non accetta cioè che il dialogo termini restando ognuno della sua opinione,

perchè accettare che ognuno resti della sua opinione, cioè accettare un' opinione diversa dalla sua, vorrebbe dire accettare che qualcuno pensi liberamente,

ed accettare che qualcuno pensi liberamente per chi crede, cioè per chi ha una cosiddetta "Fede", uno strumento costruito apposta per fermare il pensiero che, se portato avanti, lo farebbe giungere necessariamente ed inevitabilmente a quelle consapevolezze della realtà che lo angosciano,

vorrebbe dire riaprire la possibilità della manifestazione di quel libero pensiero che prima o poi lo porterebbe a quelle consapevolezze della realtà che lo angosciano.

Ne consegue necessariamente ed inevitabilmente che chi crede,, cioè chi ha una cosiddetta "Fede" non può accettare che un dialogo termini restando ognuno della sua opinione,

un finale che invece è assolutamente naturale e legittimo per chi invece pensa,

per cui un dialogo civile tra due esemplari sani della specie Homo Sapiens prevede che ognuno dei due esprima la sua opinione,

supportata da argomentazioni sensate e ragionevoli, per cercare di convincere l'altro

e poi si concluda in uno di questi tre modi, tutti e tre naturali e legittimi:

1) Uno convince l' altro
2) L' altro convince l' uno
3) Ognuno dei due resta della sua opinione.

Ne consegue necessariamente ed inevitabilmente che chi crede,, cioè chi ha una cosiddetta "Fede"non accetterà mai che un dialogo possa concludersi nel terzo modo, ossia restando ognuno della sua opinione,

ed insisterà ostinatamente ed ottusamente anche quando l'altro gli farà presente che il loro dialogo si è appunto concluso in quel modo e che quella conclusione è assolutamente naturale e legittima,

perchè in realtà non sta avendo un dialogo col suo interlocutore, ma sta facendo un monologo per convertire l'altro alla sua "Fede",

allo scopo di fermare il suo libero pensiero,

quel libero pensiero che deve in ogni modo fermare visto e considerato che per lui la semplice possibilità che qualcuno pensi e non si adegui alla sua "Fede" riapre la possibilità stessa del pensare,

che, se portata avanti, lo farebbe necessariamente ed inevitabilmente giungere a quelle consapevolezze della realtà che lo angosciano.

A questo punto il credente, quello che ha fede, per non riaprire la sua angoscia,

userà qualunque strumento per convertire l'altro alla sua fede e fermare il suo libero pensiero:

prima cercherà di trasformare un dialogo civile fatto di manifestazione della propria opinione supportata da argomentazioni sensate e ragionevoli
in una questione personale fatta di valutazioni personali sul suo interlocutore

e di "mandare tutto in cagnara" perché manca di argomentazioni,

e naturalmente ci riuscirà solo e soltanto se il suo interlocutore è così ingenuo e sprovveduto da non conoscere quella tecnica.

Poi non esiterà a ricorrere alla violenza, come è accaduto moltissime volte nella storia umana da parte di fanatici ed invasati di moltissime religioni ed ideologie,

che hanno spesso usato la violenza come extrema ratio per fermare quelli che pensano

che erano visti da loro come un pericolo perchè pensando riaprivano la possibilità stessa del pensare,

quindi riaprivano la possiblità di giungere a quelle consapevolezze della realtà che li angosciavano,

quindi riaprivano la loro angoscia.

Quel che accade purtroppo molto spesso a questo punto è che chi pensa, quando si trova davanti un credente e la sua ottusa ed ostinata determinazione, finisca per essere colpito da quella ottusità e da quella ostinazione,

scambiandola per forza e per sicurezza,

perchè non vede e non si rende conto che dietro a quella ottusità e a quella ostinazione non c'è in realtà alcuna forza e sicurezza,

ma c'è solo e soltanto debolezza, ci sono solo e soltanto angoscia, paura e terrore,

angoscia, paura e terrore di accettare la possibilità che un dialogo si concluda restando ognuno della sua opinione,

perchè questa possiblità riaprirebbe lo spazio al libero pensiero,

quel libero pensiero che è visto da lui come un pericolo perchè porterebbe a quelle consapevolezze della realtà che lo angosciano, lo impauriscono e lo terrorizzano.

Se chi pensa si fermasse invece a ragionare su quella ottusità e su quella ostinazione con cui il credente porta avanti la sua "Fede"

si renderebbe conto immediatamente che dietro a quella ottusità e a quella ostinazione non c'è in realtà alcuna forza e sicurezza, ma c'è solo e soltanto debolezza,

ci sono solo e soltanto l' angoscia, la paura e il terrore di accettare la possibilità che un dialogo si concluda restando ognuno della sua opinione,
perchè questa possiblità riaprirebbe lo spazio al libero pensiero,

quel libero pensiero che è visto da lui come un pericolo perchè porterebbe a quelle consapevolezze della realtà che lo angosciano, lo impauriscono e lo terrorizzano.

E, conseguentemente, chi pensa si renderebbe immediatamente conto che la vera forza è il suo pensare liberamente, il suo accettare il libero pensiero degli altri e quindi il suo accettare serenamente che l' altro abbia un' opinione diversa,

quindi il suo accettare serenamente che due esemplari della specie Homo Sapiens dopo aver portato avanti un dialogo civile, esprimendo la propria opinione e supportandola con argomentazioni sensate e ragionevoli per cercare di convincere l'altro,

concludano il loro dialogo restando ognuno della sua opinione.

SUSSIDIO PEDAGOGICO

La menzogna e la mistificazione, negli esemplari della specie Homo Sapiens, è la risposta, spesso inconsapevole, alla necessità di cancellare la consapevolezza della realtà, che li angoscia.

L' errore degli esemplari della specie Homo Sapiens consapevoli della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell' esistenza, dell' assoluta estraneità ed indifferenza degli altri e della realtà tout court,

che nel corso della storia umana hanno cercato di portare a tutti gli altri quella consapevolezza della realtà,

cercando di superare "dei", "vita eterne", "amori per il prossimo" et ceteras et similia e tutti i rassicuranti deliri che essi si costruiscono per cancellare quelle consapevolezze della realtà, che li angosciano,

finendo poi per mentire in ogni modo e mistificare in ogni modo la realtà, ostinatamente ed ottusamente,

è sempre stato quello di pensare che per gli altri esemplari della specie mentire, cioè mistificare la realtà, fosse una "scelta morale sbagliata" da condannare,

e che pertanto una volta portata alla luce, mostrata ed evidenziata la realtà,

sarebbe stato facilissimo "metterli davanti alla realtà",

quindi, conseguentemente, mostrare ed evidenziare i loro deliri, le loro menzogne le loro mistificazioni, che essi, a loro modo di vedere, si ostinavano ottusamente a portare avanti per una "scelta morale sbagliata"

per poi condannare quella come "scelta morale sbagliata", fargliela riconoscere ed ammettere,

ed infine metterli con le spalle al muro, costringendoli a giungere a quella consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell' esistenza, dell' assoluta estraneità ed indifferenza degli altri e della realtà tout court,

che essi, a loro modo di vedere, si ostinavano ottusamente a portare avanti per una "scelta morale sbagliata".

C'è da dire che questa visione errata delle motivazioni per cui la maggior parte degli esemplari della specie Homo Sapiens mente, cioè mistifica la realtà,

attribuendola ad una "scelta morale sbagliata"

è naturale e quasi inevitabile in chi ha consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell' esistenza, dell' assoluta estraneità ed indifferenza degli altri, e, conseguentemente, della realtà tout court e vive serenamente con quella consapevolezza della realtà,

perchè il fatto stesso di vivere serenamente quella consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell' esistenza e del' assoluta estraneità ed indifferenza degli altri,

lo porta necessariamente a non sentire e non percepire che invece negli altri esemplari della specie Homo Sapiens quella consapevolezza genera angoscia,

quindi non comprende che è proprio quella necessità di cancellare quella consapevolezza, e l' angoscia che essa genera, la motivazione reale per cui gli altri mentono e mistificano la realtà,

e finisce dunque per attribuirla ad una "scelta morale sbagliata".

In realtà il mentire ed il mistificare della maggior parte degli esemplari della specie Homo Sapiens è la loro risposta, spesso anche inconsapevole,

all' angoscia generata in essi dalla consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell' esistenza, dell' assoluta estraneità ed indifferenza degli altri, e, conseguentemente, della realtà tout court,

e nasce dall' angoscia, dal terrore e dalla paura,

e non da una "scelta morale sbagliata".

Per comprendere questo meccanismo psicologico che porta la maggior parte degli esemplari della specie Homo Sapiens a mentire, cioè a mistificare la realtà,

basta prendere in considerazione la "mistificazione originaria", cioè la religione,

che in primis mente e mistifica la realtà naturale della vita e della morte, che angoscia la maggior parte degli esemplari della specie Homo Sapiens,

inventando una presunta ed ipotetica "anima eterna" che sarebbe solo negli esemplari della specie Homo Sapiens e che darebbe loro una presunta ed ipotetica "vita eterna";

in secundis mente e mistifica la realtà della precarietà naturale dell' esistenza, che angoscia la maggior parte degli esemplari della specie Homo Sapiens,

inventando un presunto ed ipotetico "dio", cioè un essere soprannaturale onnipotente, onnisciente ed onnitutto che opportunamente sollecitato con rituali e preghiere aiuta gli esemplari della specie Homo Sapiense e provvede alla loro vita ed ai loro problemi;

in tertiis mente e mistifica la realtà degli esemplari della specie Homo Sapiens, ognuno dei quali, come ogni essere vivente, è guidato dal suo istinto di sopravvivenza e si occupa pertanto solo di se stesso e della sua sopravvivenza, assolutamente estraneo ed indifferente agli altri, che angoscia la maggior parte degli esemplari della specie Homo Sapiens

inventando un presunto ed ipotetico "amore per il prossimo", cioè un presunto ed ipotetico interesse di ogni esemplare della specie Homo Sapiens per ogni altro esemplare della specie Homo Sapiens.

A questo punto, dopo aver descritto e portato alla vostra attenzione questa triade di minchiate, invero folli ed assurde, oltre che inutili, per chiunque abbia consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell' esistenza, dell' assoluta estraneità ed indifferenza degli altri, e, conseguentemente, della realtà tout court,

e vive serenamente con quella consapevolezza,

vi invito a considerare che questa triade di minchiate, invero folli ed assurde, oltre che inutili per chi ha consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell' esistenza, dell' assoluta estraneità ed indifferenza degli altri, e, conseguentemente, della realtà tout court, e vive serenamente con quella consapevolezza,

messe insieme costituiscono la "mistificazione originaria", cioè la religione, che viene definita da millenni "Verità" da moltissimi esemplari della specie Homo Sapiens.

'Nzomma...

Quel che accade è che moltissimi esemplari della specie Homo Sapiens definiscono da millenni "Verità" quella che è in realtà la loro mistificazione originaria, in quanto mistificazione della realtà stessa della vita, della morte e degli esemplari della specie Homo Sapiens,

e poi usano addirittura quella mistificazione chiamata "religione", composta da quella triade di minchiate folli, assurde ed inutili che ho descritto sopra, da loro definita "Verità" e che per loro è "Verità",

come parametro di riferimento per giudicare cos' è la "menzogna",

che per loro finisce per essere necessariamente ed inevitabilmente, tutto ciò che porta consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell' esistenza, dell' assoluta estraneità ed indifferenza degli altri, e, conseguentemente, della realtà tout court,

mentre "Verità", per loro, finisce per essere necessariamente ed inevitabilmente tutto ciò che cancella la consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell' esistenza, dell' assoluta estraneità ed indifferenza degli altri, e, conseguentemente, della realtà tout court.

Questo esempio, cioè quello della "mistificazione originaria" chiamata "religione" dovrebbe farvi comprendere immediatamente qual è il meccanismo psicologico e quali sono le motivazioni reali per cui la maggior parte degli esemplari della specie Homo Sapiens mente, cioè mistifica la realtà:

mentire, cioè mistificare la realtà, non è una "scelta morale sbagliata",

ma una riflesso condizionato, di cui spesso essi stessi sono inconsapevoli, con cui gli esemplari della specie Homo Sapiens cercano di cancellare la consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell' esistenza e del' assoluta estraneità ed indifferenza degli altri, e, conseguentemente, della realtà tout court,

da cui sono angosciati e terrorizzati.

Detto questo è facile anche comprendere perchè è "un errore fatale" quello commesso da tutti gli esemplari della specie Homo Sapiens che nel corso della storia umana hanno cercato di portare agli altri consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell' esistenza, dell' assoluta estraneità ed indifferenza degli altri, e, conseguentemente, della realtà tout court,

rapportandosi agli altri, per portare quella consapevolezza, partendo dal presupposto che per gli altri mentire, cioè mistificare la realtà, fosse una "scelta morale sbagliata" da condannare,

e che pertanto una volta portata alla luce la consapevolezza della realtà,

sarebbe stato semplice mostrare ed evidenziare agli altri la loro menzogna e la loro mistificazione, per poi condannarla come "scelta morale sbagliata",

e poi diffondere tra tutti gli altri esemplari della specie Homo Sapiens la consapevolezza della realtà.

Perchè "errore fatale" ?

Perchè un esemplare della specie Homo Sapiens in cui la consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell' esistenza, dell' assoluta estraneità ed indifferenza degli altri, e, conseguentemente, della realtà tout court,

genera angoscia e terrore,

vede un altro esemplare della specie Homo Sapiens che vuole portargli quella consapevolezza della realtà come uno che vuole risvegliare in lui l'angoscia ed il terrore che quella consapevolezza della realtà generano in lui,

quindi come un "pericolo", quindi come un nemico da combattere in ogni modo per impedirgli di portare avanti quella sua opera di diffusione della consapevolezza della realtà.

Quello che accadrà, dunque, a chi ha consapevolezza della realtà e vuole portarla agli altri è che egli si troverà contro quei mentecatti che mentono, cioè mistificano la realtà con le loro illusioni e con i loro deliri per cancellare la consapevolezza della realtà da cui sono angosciati,

schierati dalla stessa parte degli arguti cialtroni che spacciano loro quelle illusioni e quei deliri, cioè le mistificazioni e le menzogne di cui hanno bisogno per cancellare la consapevolezza della realtà,

"cialtroni arguti" perchè sono, come lui, esemplari della specie Homo Sapiens consapevoli della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell' esistenza, del' assoluta estraneità ed indifferenza degli altri, e, conseguentemente, della realtà tout court, che vivono serenamente con quella consapevolezza,

ma sono anche consapevoli, diversamente da lui, che cerca di portare consapevolezza della realtà, che la maggior parte dei loro simili non ha bisogno di consapevolezza della realtà, ma di illusioni e deliri, cioè di mistificazioni e menzogne per cancellare la consapevolezza della realtà,

e, conseguentemente, sanno che per riscuotere successo tra gli esemplari della specie Homo Sapiens non bisogna portare loro consapevolezza della realtà,

da cui sono angosciati,

ma spacciare loro i deliri e le illusioni di cui hanno bisogno per cancellare quella consapevolezza della realtà da cui sono angosciati,

i quali, furbescamente, impiegano appunto la loro esistenza a spacciare agli altri esemplari della specie Homo Sapiens quei deliri e quelle illusioni di cui essi hanno bisogno,

riscuotendo tra i propri simili un grande successo che gli permette di guadagnare e prosperare.

Il finale ?

Quelli che hanno consapevolezza della realtà e cercano di portarla agli altri, che mentono e mistificano la realtà, senza avere la consapevolezza che essi mentono e mistificano perchè ne hanno bisogno per cancellare la consapevolezza della realtà, da cui sono angosciati,

saranno schiacciati, annientati e distrutti da questa paradossale coalizione tra i tantissimi mentecatti che hanno bisogno di deliri ed illusioni per cancellare la consapevolezza della realtà

e i pochissimi arguti cialtroni che gli spacciano quei deliri e quelle illusioni, consapevoli del bisogno di quei tantissimi mentecatti di quei deliri e di quelle illusioni per cancellare la consapevolezza della realtà,

in guisa tale da ottenere l' incredibile ma reale risultato di tenerli lontani dalla consapevolezza della realtà e di poterli quindi facilmente controllare, sottomettere, sfruttare ed usare,

riuscendo, nel contempo, ad avere financo successo con loro, fino a renderli loro alleati e complici contro chi invece vorrebbe portarli alla consapevolezza della realtà per permettergli di occuparsi autonomamente della loro esistenza,

dopo averli liberati da quegli arguti cialtroni che, spacciando loro quei deliri e quelle illusioni con cui rincoglioniscono i loro cervelli, li tengono lontani dalla consapevolezza della realtà, per poterli in tal guisa facilmente controllare, sottomettere, sfruttare ed usare.

Che fare dunque ?

Cercare di portare agli altri consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell' esistenza, dell' assoluta estraneità ed indifferenza degli altri, e, conseguentemente, della realtà tout court,

ma avendo come presupposto l' altra consapevolezza che per essi mentire, cioè mistificare la realtà, è la loro risposta, spesso anche inconsapevole,

all' angoscia generata in essi dalla consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell' esistenza, dell' assoluta estraneità ed indifferenza degli altri, e, conseguentemente, della realtà tout court

ERGO

quella consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell' esistenza, dell' assoluta estraneità ed indifferenza degli altri, e, conseguentemente, della realtà tout court,

va portata loro con cautela rassicurante,

dimostrando loro, con la propria stessa esistenza, che non solo è possibile vivere serenamente con quella consapevolezza della realtà naturale della vita e della morte, della naturale precarietà dell' esistenza, dell' assoluta estraneità ed indifferenza degli altri, e, consgeuntemnte, della realtà totu court,

ma che quella consapevolezza è il presupposto necessario ed indispensabile per agire nella realtà autonomamente, intelligentemente ed utilmente,

evitando di essere in balia di quegli arguti cialtroni che spacciano loro deliri ed illusioni per rincoglionire i loro cervelli, tenerli lontani dalla consapevolezza della realtà, e poterli in tal guisa facilmente controllare, sottomettere, sfruttare ed usare.





permalink | inviato da _Giamba_ il 24/9/2020 alle 8:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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