Il corpo è la mia grande ragione. Esso non dice IO. Esso fa IO. C'è più verità nel corpo che in tutte le religioni e le filosofie della Terra. Siamo una parte della Natura e della Terra. Vivi in sintonia com il tuo corpo e con la tua vita, con la Natura e con la Terra. Tratta tutti gli esseri viventi con rispetto: tra gli esemplari della specie Homo Sapiens Sapiens tratta con rispetto solo quelli che ti trattano con rispetto. Prendi dalla Natura e dalla Terra solo ciò che ti è necessario. Segui sempre i ritmi della Natura. Alzati e ritirati con il sole. Il senso della vita è la vita e non esiste alcuno "senso della vita" al di fuori della vita stessa ERGO chi cerca "il senso della vita" al di fuori del suo corpo e della sua vita è un animale malato che ha perso ogni rapporto con il suo corpo e con la sua vita. AUT AUT O la vita come valore. O il denaro e il profitto come valore. AUT AUT O una società che abbia la vita come valore o una società che abbia il denaro e il profitto come valore. Il corpo è la mia grande ragione. Esso non dice IO. Esso fa IO. C'è più verità nel corpo che in tutte le religioni e le filosofie della Terra. Siamo una parte della Natura e della Terra. Vivi in sintonia com il tuo corpo e con la tua vita, con la Natura e con la Terra. Tratta tutti gli esseri viventi con rispetto: tra gli esemplari della specie Homo Sapiens Sapiens tratta con rispetto solo quelli che ti trattano con rispetto. Prendi dalla Natura e dalla Terra solo ciò che ti è necessario. Segui sempre i ritmi della Natura. Alzati e ritirati con il sole. Il senso della vita è la vita e non esiste alcuno "senso della vita" al di fuori della vita stessa ERGO chi cerca "il senso della vita" al di fuori del suo corpo e della sua vita è un animale malato che ha perso ogni rapporto con il suo corpo e con la sua vita. AUT AUT O la vita come valore. O il denaro e il profitto come valore. AUT AUT O una società che abbia la vita come valore o una società che abbia il denaro e il profitto come valore. Giamba2016 | Il Cannocchiale blog
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"Animale terreno consapevole" e/o "Genus fictus natura et historia" e/o "Io sono una forza del passato solo nella tradizione è il mio amore" sono tre modi diversi di dire la stessa cosa


Zia Democra


17 novembre 2017

Insegnanti disperati dicono: "Ci fanno sprecare il fiato a parlare per ore di legalità a scuola, poi i ragazzi accendono la tv, vedono Berlusconi, un pregiudicato, che fa il leader politico e quello che diciamo in ore di lezione va in fumo in un attimo"


Domanda: "Perchè gli stessi mass media che giustamente parlano di educazione alla legalità e stigmatizzano le molestie sessuali poi propongono come "leader di schieramento " il Berlusconi pregiudicato e molestatore sessuale ?"

Risposta:

"In primis perchè la "legge" nelle sedicenti e cosiddette "democrazie occidentali", serve e cameriere di banche, imprese e mafia,

in cui l' 1% degli individui possiede tutta la ricchezza, tutte le banche e tutte le imprese,

è una pistola in pugno a quell' 1% che possiede tutta la ricchezza, che quell' 1% usa per sparare addosso a tutti gli altri

per continuare a controllarli, sottometterli, sfruttarli ed usarli,

con lo scopo di continuare a tenere per sè tutta la ricchezza, tutte le banche e tutte le imprese ed accumulare sempre più denaro.

In secundis perchè tutti i mass media nelle sedicenti e cosiddette "democrazie occidentali", serve e cameriere di banche, imprese e mafia,

che sono tutte società in cui l' 1% degli individui possiede tutta la ricchezza, tutte le banche e tutte le imprese,

sono uno strumento in mano a quell' 1%, con cui quell' 1% che possiede tutta la ricchezza disinforma, plagia e controlla tutti gli altri,

con lo scopo di continuare a tenere per sè tutta la ricchezza, tutte le banche e tutte le imprese ed accumulare sempre più denaro.

ERGO

su tutte le tivvi dalla umero uno alla numero sette e su tutte le "principali testate giornalistiche nazionali"  appare solo e soltanto quel che vuole quell' 1%, di cui si parla nel modo voluto da quell' 1%, e/o non si tratta proprio, ma semplicemente si cancella dalle notizie, evitando di parlarne, tutto quello che non vuole quell' 1%, dando invece spazio ad amene ed inutili minchiate che servono solo e soltanto a distrarre gli utenti di quei mass media da quello che essi non vogliono che si tratti,

ed è tutta qui la sedicente e cosiddetta "libera informazione" che avrete guardando quelle tivvi e/o leggendo quei giornali. 

O NOOOO ???

SUSSIDIO PEDAGOGICO

Difendo strenuamente la libertà di informazione e condanno duramente la "testata di Spada", ma nel contempo faccio presente che se l' 1% che possiede tutta la ricchezza possiede anche tutti i mass media c'è solo "libertà di disinformazione"

IO difendo da sempre strenuamente la libertà di informazione e sono da sempre per la libertà totale di opinione, contro ogni censura e contro qualunque altro tentativo, di qualunque tipo e posto in atto in qualunque modo, di limitare la libertà di opinione e la libertà di informazione,

facendo mia la posizione della scrittrice inglese Evelyn Beatrice Hall, che nel libro "The friends of Voltaire" dedicato al filosofo francese scriveva: "I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it"

(N.D.R. frase erroneamente attribuita a Francois Marie Arouet detto Voltaire che in italiano suona così: "Disapprovo quel che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo")

In difesa della libertà di opinione e di informazione condanno dunque sicuramente e duramente non solo la "testata di Spada" contro il giornalista Daniele Piervincenzi,  ma, come detto, qualunque altro tentativo, di qualunque tipo e posto in atto in qualunque modo, di limitare la libertà di opinione e la libertà di informazione.

Ma proprio questo è il nocciolo della questione.

Chi è realmente per la libertà di opinione e di informazione deve condannare qualunque tentativo, di qualunque tipo e posto in atto in qualunque modo, di limitare la libertà di opinione e la libertà di informazione,

ma chi è realmente per la libertà di opinione e di informazione e condanna qualunque tentativo, di qualunque tipo e posto in atto in qualunque modo,, di limitare la libertà di opinione e la libertà di informazione,

sa perfettamente che in una società come questa, in cui l'1% degli esemplari della specie Homo Sapiens Sapiens che possiede tutta la ricchezza, tutte le banche e tutte le imprese possiede anche tutti i mass media,

non sono certamente la "testata di Spada" e/o altre manifestazioni di quel tipo, così esplicitamente e chiaramente violente, che sono beninteso sempre e comunque da condannare, a mettere realmente in pericolo la libertà di opinione e di informazione.

Chi è realmente per la libertà di opinione e di informazione e condanna qualunque tentativo, di qualunque tipo e posto in atto in qualunque modo, di limitare la libertà di opinione e la libertà di informazione, 

sa perfettamente che in una società in cui tutti i mass media sono di proprietà dell' 1% che possiede tutta la ricchezza, tutte le banche e tutte le imprese,

tutti i mass media sono anche finanziati e/o gestiti dai pochissimi esemplari della specie Homo Sapiens Sapiens che possiedono tutta la ricchezza, tutte le banche e tutte le imprese,

i quali permettono di scrivere e/o di parlare sui loro mass media, sotto forma di giornalisti e conduttori pagati da loro, solo e soltanto a quelli che su quei mass media, che sono tutti loro, trattano di quel che vogliono loro, nel modo in cui vogliono loro, e/o non trattano proprio, ma semplicemente cancellano dalle notizie, evitando di parlarne, tutto quello che non vogliono loro, dando invece spazio ad amene ed inutili minchiate che servono solo e soltanto a distrarre gli utenti di quei mass media da quello che essi non vogliono che si tratti.

Riepilogo in breve.

L' 1% che possiede tutta la ricchezza, tutte le banche e tutte le imprese possiede anche tutti i mass media 

ergo

su tutti i mass media appare solo e soltanto quel che vuole quell' 1%, di cui si parla nel modo voluto da quell' 1%, e/o non si tratta proprio, ma semplicemente si cancella dalle notizie, evitando di parlarne, tutto quello che non vuole quell' 1%, dando invece spazio ad amene ed inutili minchiate che servono solo e soltanto a distrarre gli utenti di quei mass media da quello che essi non vogliono che si tratti,

ed è tutta qui la sedicente e cosiddetta "libera informazione" che avrete guardando quelle tivvi e/o leggendo quei giornali. 

Detto questo

a me pare che questa immonda accozzaglia di cazzate che vi viene prima  proposta ogni giorno da tivvi e giornali e poi rappresentata come "libera informazione", sia un impedimento ben più massiccio e capillare per la libertà di opinione e di informazione rispetto alla "testata di Spada", comunque da condannare fermamente,  

e che essa sia peraltro un impedimento molto molto più pericoloso perchè  messo in atto in modo "pacifico", subdolamente, senza nessuna manifestazione esplicita di violenza,

perchè questa forma di violenza massiccia e capillare di disinformazione  

è una violenza subdola e "pacifica" contro la libertà di opinione e di informazione messa in atto usando prima i mass media per disinformare costantememte, scientificamente e quotidianamente sui mass media, e poi per rappresentare la disinformazione in tal guisa diffusa come "informazione libera",

una vioenza subdola e pacifica, messa in atto costantemente, scientificamente e quotidianamante che è possibile solo e soltanto all' interno di una società in cui l' 1% che possiede tutta la ricchezza, tutte le banche e tutte le imprese possiede anche tutti i mass media,  

e fa in modo che su tutti i mass media appaia solo e soltanto quel che vuole quell' 1%, di cui si parla nel modo voluto da quell' 1%,  e/o non si tratta proprio, ma semplicemente si cancella dalle notizie, evitando di parlarne, tutto quello che non vuole quell' 1%, dando invece spazio ad amene ed inutili minchiate che servono solo e soltanto a distrarre da quello che essi non vogliono che si tratti.

Nella fattispecie italiana, per fare un esempio, tutte le tivvi dalla numero uno alla numero sette, tutte gestite da chi è al governo o di proprietà di Berlusconi e Cairo, e tutte le "principali testate giornalistiche", tutte di proprietà di Cairo, Berlusconi o di altri che fanno parte dei pochissimi che possiedono tutta la riccheza, tutte le banche e tutte le imprese

assumono ed assoldano come giornalisti e conduttori solo e soltanto individui che stanno a libro paga di quell' 1% che possiede tutta la ricchezza, tutte le banche e tutte le imprese,

i quali  su quelle tivvi e su quelle testate giornalistiche trattano solo e soltanto quel che vuole quell' 1%, e ne trattano nel modo voluto da quell' 1%, oppure non ne trattano proprio, cancellando dalle notizie ed evitando  di parlare di tutto quello che non vuole quell' 1%, dando invece spazio ad amene ed inutili minchiate che servono solo e soltanto a distrarre gli utenti di quei mass media da tutto  quello di cui quell' 1% non vuole che si tratti.

Tutta questa messinscena di tivvi e giornali che trattano solo e soltanto quel che vuole quell' 1% che possiede tutte le banche, tutte le imprese e tutti i mass media e ne trattano nel modo voluto da quell' 1%, oppure non ne trattano proprio, cancellando dalle notizie ed evitando  di parlare di tutto quello che non vuole quell' 1%, dando invece spazio ad amene ed inutili minchiate che servono solo e soltanto a distrarre gli utenti di quei mass media da tutto  quello di cui quell' 1% non vuole che si tratti

si conclude poi con la terrificante presa per il culo finale, che è un' altra messinscena pur essa rappresentata sulle stesse tivvi e sugli stessi giornali, 

in cui quella immonda accozzaglia di cazzate proposta su tivvi e giornali da conduttori e giornalisti tutti quanti al soldo di quell' 1% che posside tutta la ricchezza,

viene presentata come "libertà di informazione", per poi proporvi come "informazione libera da difendere" quell' immonda accozzaglia di cazzate che vi viene proposta ogni giorno

dalle tivvi dalla numero uno alla numero sette, tutte gestite da chi è al governo o di proprietà di Berlusconi e Cairo, e dalle "principali testate giornalistiche", tutte di proprietà di Cairo, Berlusconi o di altri che fanno parte dei pochissimi che possiedono tutta la riccheza, tutte le banche e tutte le imprese,

le quali, in realtà, trattano solo e soltanto quel che vuole quell' 1%, e ne trattano nel modo voluto da quell' 1%, oppure non trattano proprio, cancellandolo dalle notizie ed evitando di parlarne, tutto quello che non vuole quell' 1%, dando invece spazio ad amene ed inutili minchiate che servono solo e soltanto a distrarre gli utenti di quei mass media da tutto quello di cui quell' 1% non vuole che si tratti.

Per concludere...

Difendiamo strenuamente la libertà di informazione e la libertà totale di opinione, contro ogni censura e contro qualunque altro tentativo, di qualunque tipo e posto in atto in qualunque modo,, di limitare la libertà di opinione e la libertà di informazione, 

allineati alla posizione della scrittrice inglese Evelym Beatrice Hall, che nel libro "The friends of Voltaire" dedicato al filosofo francese scriveva: "I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it" 
(N.D.R. frase erroneamente attribuita a Francois Marie Arouet detto Voltaire che in italiano suona così: "Disapprovo quel che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo")

ma prima di difendere strenuamente la libertà di informazione e la libertà totale di opinione cerchiamo di accertarci se quella che difendiamo è realmente un' informazione libera,

e sicuramente e certamente non è "informazione libera" 

quella che passa sulle tivvi dalla numero uno alla numero sette, tutte gestite da chi è al governo o di proprietà di Berlusconi e Cairo, e sulle "principali testate giornalistiche", tutte di proprietà di Cairo, Berlusconi o di altri che fanno parte dei pochissimi che possiedono tutta la riccheza, tutte le banche e tutte le imprese,

perchè quei mass media sono tutti di proprietò dell' 1% che possiede tutta la ricchezza, quindi in essi non c'è alcuna "informazione libera", ma c'è solo e sotanto 

quel che vuole quell' 1% che possiede tutta la ricchezza, tutte le banche, tutte le imprese  tutti i mass media, trattato nel modo voluto da quell' 1%, mentre non viene trattato proprio, cancellandolo dalle notizie ed evitando di parlarne, tutto quello che non vuole quell' 1%, dando invece spazio ad amene ed inutili minchiate che servono solo e soltanto a distrarre da tutto  quello di cui quell' 1% non vuole che si tratti.

Che fare dunque ?

La scelta più semplice è quella di non guardare le tivvi dalla numero uno alla numero sette, tutte gestite da chi è al governo o di proprietà di Berlusconi e Cairo, e di non leggere le "principali testate giornalistiche nazionali", tutte di proprietà di Cairo, Berlusconi o di altri che fanno parte dei pochissimi che possiedono tutta la riccheza, tutte le banche e tutte le imprese, in modo da evoitare totu court che quell' immonda accozzaglia di cazzate giunga al vostro cervello e stravolga la vostra visione della realtà.

La scelta più raffinata,  da intenditori, è quella di guardare quelle tivvi e di leggere quei giornali dopo aver letto e studiato attentamente ed aver assimilato perfettamente le dieci tecniche di manipolazione attrraverso i mass media di Noam Chomsky, che per vostra comodità vi riporto qui sotto elencate per iscritto ed in video, in guisa tale che abbiate a disposizione tutti gli strumenti necessari per svelare tutti i trucchi e gli imbrogli di quei mass media.


SUSSIDIO PEDAGOGICO

Le dieci tecniche di manipolazione di massa attraverso i mass media 

Noam Chomsky

https://www.youtube.com/watch?v=JTBXGvjwXhc


1-La strategia della distrazione 

L’elemento primordiale del controllo sociale  è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. 
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. 
Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni. 


Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3- La strategia della gradualità. 

Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.

4- La strategia del differire. 

Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.

5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini. 

La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione. 

Sfruttate l'emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un'analisi razionale e, infine, il senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.

7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità. 

Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. 
“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori".

8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità. 

Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti ...

9- Rafforzare l’auto-colpevolezza.

Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s'incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti  è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!

10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono. 

Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.




permalink | inviato da _Giamba_ il 17/11/2017 alle 18:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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