Il corpo è la mia grande ragione. Esso non dice IO. Esso fa IO. C'è più verità nel corpo che in tutte le religioni e le filosofie della Terra. Vivi in sintonia col corpo. Vivi in sintonia con la vita. Vivi in sintonia con la Natura. Vivi in sintonia con la Terra. Noi siamo una parte della Natura e della Terra. Tutta la vita è sacra. Tratta tutti gli esseri viventi con rispetto. Prendi dalla Natura e dalla Terra solo ciò che ti è necessario. Segui sempre i ritmi della Natura. Alzati e ritirati con il sole. Il senso della vita è la vita e non esiste alcuno "senso della vita" al di fuori della vita stessa ERGO chi cerca "il senso della vita" al di fuori del suo corpo e della sua vita è un animale malato che ha perso ogni rapporto con il suo corpo e con la sua vita. AUT AUT O la vita come valore. O il denaro e il profitto come valore. AUT AUT O una società che abbia la vita come valore o una società che abbia il denaro e il profitto come valore. Il corpo è la mia grande ragione. Esso non dice IO. Esso fa IO. C'è più verità nel corpo che in tutte le religioni e le filosofie della Terra. Vivi in sintonia col corpo. Vivi in sintonia con la vita. Vivi in sintonia con la Natura. Vivi in sintonia con la Terra. Noi siamo una parte della Natura e della Terra. Tutta la vita è sacra. Tratta tutti gli esseri viventi con rispetto. Prendi dalla Natura e dalla Terra solo ciò che ti è necessario. Segui sempre i ritmi della Natura. Alzati e ritirati con il sole. Il senso della vita è la vita e non esiste alcuno "senso della vita" al di fuori della vita stessa ERGO chi cerca "il senso della vita" al di fuori del suo corpo e della sua vita è un animale malato che ha perso ogni rapporto con il suo corpo e con la sua vita. AUT AUT O la vita come valore. O il denaro e il profitto come valore. AUT AUT O una società che abbia la vita come valore o una società che abbia il denaro e il profitto come valore. Giamba2016 | Il Cannocchiale blog
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"Animale terreno consapevole" e/o "Genus fictus natura et historia" e/o "Io sono una forza del passato solo nella tradizione è il mio amore" sono tre modi diversi di dire la stessa cosa


La società umana o è patriarcale o non è


1 ottobre 2014

Il maschio - padre, il patriarca, possiede il corpo della femmina, dà dei limiti alla sessualità della femmina, che si accoppia solo con lui, e controlla la femmina, dando stabilità alla famiglia ed alla società umana


La società umana o è patriarcale o non è 

ovverossia 

"Il maschio - padre, il patriarca

possiede il corpo della femmina,

 dà dei limiti alla sessualità della femmina,

che si accoppia solo con lui,

e controlla la femmina,

dando stabilità alla famiglia ed alla società umana""

ovverossia

"Quando il maschio non possiede il corpo della femmina

e perde il controllo della femmina 

la famiglia e la società umana si disgregano".


Lo scopo della vita è la vita.


Ogni esemplare di ogni specie vivente,

sia maschio sia femmina,

è istintivamente portato a sopravvivere come individuo 

e a garantire la permanenza del suo corredo genetico 

accoppiandosi con un esemplare dell' altro sesso della sua stessa specie.


La femmina ha sempre la certezza

che il cucciolo è il suo,

per il semplice motivo naturale

che esso esce fisicamente dal suo corpo.


Il maschio 
non ha mai la certezza 

che il cucciolo che nasce da una femmina sia il suo.


In natura

il maschio cerca di garantirsi 

la permanenza del suo corredo genetico sulla Terra 

semplicemente "spargendo il seme tra molte femmine", 

perchè aumentando il numero delle femmine con cui si accoppia

aumenta la probabilità che una o più di queste femmine sia fecondata dal suo seme

e nascano cuccioli che hanno il suo corredo genetico.


La femmina,

già nello stato di natura,

 è sempre certa della sua maternità 

perchè 
 i cuccioli escono fisicamente dal suo corpo

ed hanno pertanto, sempre e comunque,

il 50% del suo corredo genetico,

indipendentemente dal maschio che l'ha fecondata,

e non ha alcun bisogno, 

pertanto, 

di una società umana che gli garantisca, 

con sue leggi, le sue tradizioni ed i suoi costumi, la maternità.


La femmina non ha pertanto un legame viscerale con la società umana 

perchè la sua maternità è sempre certa, 

nel senso che il cucciolo che esce dal suo utero

 ha sempre e comunque il 50% del suo corredo genetico.


Le cose stanno ovviamente in modo del tutto diverso 

per quanto riguarda il maschio, 

perchè il passaggio alla società umana 

garantisce al maschio che una determinata femmina sia soltanto la sua

e, conseguentemente,

garantisce la sua paternità

assicurandogli che tutti i cuccioli che nascono da quella femmina

siano i suoi.


La società umana garantisce infatti al maschio, 

con le sue leggi, le sue tradizioni ed i suoi costumi 

il possesso del corpo di una femmina:

assicura cioè delle condizioni tali

per cui quella determinata femmina si accoppierà solo con lui 

e tutti i cuccioli partoriti da quella determinata femmina saranno i suoi.


Ne consegue 

che il maschio è legato visceralmente alla società umana 

perchè la società umana gli garantisce, 

con le sue leggi, le sue tradizioni ed i suoi costumi, 

la paternità,

e che il legame del maschio con la società 

sarà più forte quanto più quella società  gli garantirà, 

con leggi, costumi e  tradizioni apposite, la sua paternità,

cioè di avere il controllo della femmina e del suo corpo, 

di essere certo che una femmina è la sua femmina, 

che quella femmina si accoppia solo con lui 

e che tutti i cuccioli che escono dal corpo di quella femmina 

portano il suo corredo genetico.


Tutto questo perchè, come detto all'inizio, 

lo scopo della vita è la vita,

e lo scopo di ogni essere vivente 

è quello di sopravvivere come individuo 

e di mantenere il proprio corredo genetico sulla Terra,

e il solo modo, per il maschio,

di assicurarsi la permanenza del proprio corredo genetico sulla Terra

è quello di avere il possesso del corpo della femmina,

di assicurarsi che quella femmina

si accoppi solo con lui.


La società umana garantisce al maschio e non alla femmina, 

che è naturalmente sempre certa della maternità,

 la permanenza del suo corredo genetico sulla Terra.


Il maschio è legato visceralmente alla società umana, 

la difende e combatte per tenerla in piedi 

soltanto perchè essa gli garantisce le condizioni in cui la sua paternità è certa.


Il maschio ha invece un legame superficiale ed esteriore 

con una società che non gli fornisce garanzie 

sula sua paternità o addirittura se ne disinteressa completamente.


Una società umana, pertanto, 

è solida, stabile e resta in piedi 

se i maschi sono legati visceralmente a quella società 

e la tengono in piedi.


La società umana più solida, più stabile e che più resta in piedi

 è quella che più garantisce la paternità al maschio, 

con le sue leggi, i suoi costumi e le sue tradizioni.


La società umana più solida, più stabile e che più resta in piedi 

è quella che più garantisce, con le sue leggi, i suoi costumi e le sue tradizioni,

 il controllo della femmina da parte del maschio.


La società umana più solida, più stabile e che più resta in piedi 

è la società patriarcale.



PRIMO SUSSIDIO PEDAGOGICO



La società umana o è patriarcale o non è


Il patriarca,

il maschio - padre di famiglia

è l maschio a cui la società umana

concede il possesso del corpo di una femmina

per avere in cambio da lui

il superamento della sua modalità naturale di riproduzione:

spargere il seme tra molte femmine,

senza occuparsi dei cuccioli generati,

attività che in natura viene lasciata alla femmina.


Solo dopo avere avuto

la certezza del possesso del corpo di quella determinata femmina

il maschio della specie Homo sapiens

 si occupa dei cuccioli nati da quella femmina
,

perchè quella femmina è la sua femmina,

la femmina che egli possiede,

la femmina che si accoppia solo con lui

e dal cui corpo nascono cuccioli certamente suoi.


Il patriarca,

il maschio - padre

è il maschio che dà dei limiti alla sua sessualità,

per accoppiarsi con una sola femmina,

e dà dei limiti alla sessualità dela femmina,

che si accoppia solo con lui.



Il patriarca,

il maschio padre

conseguentemente,

è il maschio

che dà limiti, regole e leggi

alla società umana.


Il patriarca,

il maschio padre,

sta a fondamento dell'esistenza stessa

della famiglia e della società umana,

che è limite, regola e legge.


LA SOCIETA' UMANA O E' PATRIARCALE O NON E'.


La società umana nasce fondamentalmente

come conseguenza di una caratteristica peculiare

del cucciolo di Homo Sapiens,

che è lungamente dipendente

ed ha bisogno di genitori che si occupino a lungo di lui.


Da questa caratteristica peculiare

del cucciolo di Homo Sapiens

deriva la necessità che ambedue i genitori

si occupino a lungo di lui.


Nasce la necessità, cioè,

che anche il genitore maschio si occupi del cucciolo generato,

diversamente da quello che avviene nello stato di natura,

in tutte le specie viventi:

il maschio si limita a spargere il seme tra molte femmine

per aumentare la probabilità di riprodursi,

lasciando poi alla femmina 

l'incombenza di occuparsi dei cuccioli generati,

attività che la femmina naturalmente svolge,

poichè il cucciolo esce fisicamente dal suo corpo,

ha sempre e comunque il 50% del suo corredo genetico,

ed è sempre e comunque naturalmente suo,

indipendentemente dal maschio con cui lo ha concepito.


A questo scopo,

per convincere il maschio ad occuparsi dei cuccioli generati,

la società umana propone al maschio della specie

un cambiamento totale delle proprie modalità naturali di riproduzione:

accoppiarsi con una sola femmina

ed occuparsi insieme a lei dei cuccioli generati.


Accade a questo punto

che il maschio ha a disposizione una sola femmina per riprodursi

e che tutti i cuccioli del maschio nasceranno da una sola femmina,

quindi il maschio ha bisogno di essere certo 

del possesso del corpo di quella femmina;

per questo la società umana 

deve concedere al maschio il possesso totale ed assoluto

del corpo di quella femmina,

in modo da garantirgli la paternità,

per ottenere da lui

la decisione di abbandonare la modalità naturale di riproduzione:

spargere il seme tra molte femmine.


In questo modo,

allo scopo di garantire al maschio la paternità,

si limita e si regola l'attività sessuale della femmina,

che in natura è completamente libera,

e che per quanto riguarda la femmina 

potrebbe rimanere libera anche nella società,

visto che il cucciolo nasce dal suo corpo,

sempre e comunque con il 50% del suo corredo genetico,

indipendentemente dal maschio con cui si accoppia.


La femmina infatti, per sua natura,

per la modalità con cui avviene la riproduzione,

col cucciolo che esce fisicamente dal suo corpo

ed è quindi naturalmente e necessariamente suo,

non ha alcun bisogno di limitare la sua sessualità ad un solo maschio.


Il bisogno di limitare l'attività sessuale della femmina,

nel senso di possedere il corpo di una determinata femmina

per assicurarsi che i cucili generati da quella femmina siano i suoi,

è un bisogno maschile,

e il maschio accetta la società umana,

accetta di smettere di spargere il seme tra molte femmine

e di accoppiarsi con una sola femmina per generare cuccioli,

soltanto se la società umana gli assicura 

il possesso totale ed assoluto del corpo della femmina.


La gelosia del maschio,

indirizzata verso una particolare femmina,

è essenzialmente "bisogno di possesso" del coroo dei quella femmina,

perchè il possesso del corpo di quella femmina

gli garantisce la paternità.


A quello servono fenomenti sociali passati o presenti,

come il siciliano che tine chiusa la moglie in casa

o il musulmano che copre il corpo della femmina con il velo.


Il maschio che vede garantito dalla società umana

il possesso del corpo della femmina,

quindi la sua paternità,

si lega naturalmente e visceralmente alla sua famiglia,

si lega visceralmente alla società

e garantisce stabilità e solidità

alla famiglia ed alla società.


Il maschio - padre,

il patriarca,

dà dei limiti alla sua sessualità,

per accoppiarsi con una sola femmina,

dà dei limiti alla sessualità della femmina,

che si accoppia solo con lui,

per avere la garanzia della paternità.


Il maschio - padre,

il patriarca,

conseguentemente,

dà dei limiti, delle regole e delle leggi

alla società umana.


Sul meccanismo tradizionale della società patriarcale

interviene in modo devastante

la società dei consumi,

che non solo non ha bisgno di limiti,

ma ha bisogno che tutti i limiti, le regole e le leggi

vengano spazzate via,

per incentivare i consumi.


La prima mossa della società dei consumi

è quella di liberalizzare l'attività sessuale,

che privata di ogni limite, regola e legge,

tolta alla sua natura riproduttiva

e trasformate, come tutto il resto,

in consumo.


Il maschio e la femmina

vengono quotidianamente sollecitati

a "liberare la propria sessualità",

ed ogni tipo di sessualità viene esaltata

come "buona e bella".



La femmina è libera perchè

ilcorpoèsuoelogestiscedasè,

e si accoppia con molti maschi.


Il maschio non possiede più il corpo di una determinata femmina.


Il maschio, che non ha più la garanzia del possesso del corpo della femmina.

torna a d accoppiarsi con molte femmine.


La sessualità viene vissuta

come mera attività consumistica,

come mero strumento di gratificazione.


La funzione riproduttiva della sessualità

viene messa in secondo piano

o addirittura follemente cancellata.


Occuparsi dei cuccioli generati

viene considerato,

da maschi e femmine,

come qualcosa di inutile e fastidioso,

che reprime stupidamente

ed impedisce la libera manifestazione della sessualità

e la gratificazione che ne consegue.


In nome del consumo

vengono spazzati via non solo tutti i limiti alla sessualità

ma i limiti, le regole e le leggi

che tengono in piedi la famiglia  e la società umana,

che di quei limiti, di quelle regole e di quelle leggi

ha bisogno per stare in piedi.


Questa folle liberalizzazione

non tiene conto, ovviamente,

che continuano ad esistere

i cuccioli della specie di Homo Sapiens,

che sono lungamente dipendenti,

diversamente dai cuccioli delle altre specie,

e continuano ad aver bisogno

di esemplari adulti della specie,

il maschio e la femmina che li hanno generati,

che si occupino di loro.


Ma maschi e femmine della società dei consumi,

convinti che la sessualità sia un'attività fine a se stessa,

da praticare in modo consumistico,

come qualsiasi altra attività,

e che occuparsi dei cuccioli generati

sia qualcosa di inutilmente fastidioso,

che pregiudica la libera attività sessuale,

il sesso come consumo,

e la gratificazione che ne consegue,

si guardano bene dall'occuparsi dei cuccioli generati.


LA SOCIETA' DEI CONSUMI

PER GARANTIRE I CONSUMI

SPAZZA VIA OGNI LIMITE,

SPAZZA VIA LA SOCIETA' PATRIARCALE


Il maschio non dà più limiti alla sessualità della femmina.

La femmina non ha più limiti alla sua attività sessuale.


La famiglia e la società umana

non hanno più limiti, leggi e regole.


Viene giù la famiglia umana.


Viene giù la società umana.







SECONDO SUSSIDIO PEDAGOGICO


La "femmina libera occidentale" 

è una manifestazione della logica del denaro e del consumo come valore:

è una creazione della società dei consumi,

che ha il consumo e il denaro come valore

e riduce anche il corpo della donna ad oggetto di consumo.


La "femmina coperta musulmana"

è una manifestazione della logica della vita come valore:

è la femmina della società umana sana,

che ha la vita come valore,

e considera per questo il corpo della femmina come una cosa sacra,

perchè dal corpo della femmina nasce la vita,



NELLA FOTO SOPRA:

Femmina coperta musulmana,

moglie e madre,

col suo bambino


NELLA FOTO SOTTO


Femmina libera occidentale,

esposta come un oggetto di consumo

sul cofano di un automobile








TERZO SUSSIDIO PEDAGOGICO


Separare l'attività sessuale dalla riproduzione, 

per trasformare il sesso in oggetto di consumo, 

è il presupposto indispensabile per diffondere la mentalità consumistica: 

si spiega così l' esaltazione di "femmina libera" e "omosessuale" 

in questa società



Rendere piacevole un' attività

è il modo che la natura usa 

per favorire lo svolgimento di un'attività utile alla vita,

alla sopravvivenza di un essere vivente.


Nutrirsi è piacevole.

Dissetarsi è piacevole.

Accoppiarsi è piacevole.


L'attività sessuale è naturalmente piacevole

perchè l'accoppiamento è il presupposto indispensabile

per la riproduzione di ogni specie vivente.



L'attività sessuale è naturalmente pacevole

per favorire l'accoppiamento e la riproduzione

e la femmina è naturalmente

il luogo in cui avviene la riproduzione della specie.



Staccare il piacere sessuale

e la sessualità tout court

dalla riproduzione

è semplicemente un espediente

della società della produzione e del consumo

per trasformare la sessualità tout court

e la sessualità femminile in particolare

in un oggetto di consumo.



Il risiltato si ottiene al solito modo,

con un uso quotidiano ossessivo dei mass media, 

diffondendo tra le femmine

un'idea di libertà

come "libertà di consumare sfrenatamanente"

e di felicità

come "risultato finale del consumo sfrenato"

(vedi il post:

"L'idea di libertà diffusa dai mass media della società della produzione e del consumo!

http://giamba2016.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=109393&p=2).



La femmina viene convinta cioè

che la sua libertà

consista nell' usufruire del suo corpo come oggetto di consumo

e strumento di piacere,

e che la sua felicità

sia il risultato finale,

necessario ed inevitabile,

di quell'usufruire in quel modo del suo corpo.



Si perde così l'idea sana di libertà,

che è semplicemente la condizione che la società deve garantire

ad ogni esemplare della specie Homo Sapiens

per permettergli di essere quel che è,

di vivere in sintonia con il suo corpo e con la sua vita,

di essere consapevole di se stesso

e di costruire, su quei presupposti.

cioè la sintonia col proprio corpo e con la propria vita

e la consapevolezza di se stesso,

la possibilità di essere felice sulla Terra.

(vedi il post:

"L'idea di libertà diffusa dai mass media della società della produzione e del consumo!

http://giamba2016.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=109393&p=2).


Nel caso della femmina

essere in sintonia col suo corpo e con la sua vita

significa innanzitutto comprendere

che il piacere sessuale

è semplicemente un espediente

per favorire l'accoppiamento e la riproduzione,

che il suo corpo è il luogo in cui avviene la riproduzione,

e che la sua felicità

si fonda sulla realizzazione del suo ruolo naturale di

"fare figli"

e non su una ricerca consumistica

del piacere sessuale,

quella teorizzata dal femminismo

e realizzato dalla femmina

"ilcorpèmioelogestoscdame".



Basta guardare

le "femmine ilcorpoèmioelogestiscodame"

e le loro parabole esistenziali

per rendersi conto

di quanto sia vero tutto ciò,

verificando semplicemente quanto esse siano infelici,

ed anzi, ancora peggio, incapaci di essere felici,

perchè la loro idea dogmatica, per loro indiscutibile,

che la "femmina felice"

è la "femmina ilcorpoèmioelogestiscodame"

le blocca su un'idea totemica 

di se stesse, della loro vita e del loro corpo,

che impedisce loro di tornare in sintonia

con se stesse, con la propria vita e col proèprio corpo.



Ne consegue l'aprioristica impossibilità

di rendersi conto

che la loro infelicità

deriva proprio dalla loro ideologia femminista,

dalla loro idea di "libertà sessuale"

dal loro ostinato ed innaturale proporsi come

"femmine ilcorpoèmioelogestiscodame".



Le vedi dunque

"consumare maschi

ed essere consumate dai maschi",

in età giovanile,

attentissime ad evitare gravidanze,

quindi contro natura,

sempre più infelici ed insoddisfatte,

e per di più,

per i motivi sopra detti,,

del tutto incapaci di rendersi conto

delle motivazioni della loro infelicità e della loro insoddisfazione.



In alcune di esse, poi,

dopo anni ed anni di reiterazione

di questi comportamenti assurdi ed innaturali,

che generano infelicità edisperazione,

emerge, spesso in tarda età,

il naturale bisogno di maternità della femmina,

che avrebbero invece dovuto vivere naturalmente e serenamente

in età giovanile,

al posto di quel 

"consumare maschi

ed essere consumate dai maschi",

assurdo e contro natura,

che però, a quel punto,

viene vissuto in modo disperato ed ossessivo.



Alla radice

di questa disperate parabole esistenziali

l'impossibilità e l'incapacità di realizzare

che la femmina "ilcorpoèmioelogestiscodame"

è una creatura

della società della produzione e del consumo,

che inserisce a forza quel modello 

nel cervello delle femmine

per trasformare anche il sesso,

come tutto il resto,

in consumo,

e quindi le femmine in consumatrici di sesso

e il corpo delle femmine in oggetto di consumo.





QUARTO SUSSIDIO PEDAGOGICO


Vedo milioni di maschietti completamente addomesticati


 e portati in giro dalle mogli come barboncini. 

Basta che provano ad aprire bocca e le mogli cominciano a strillà: 

"VIOLENZA SULLE DONNE ! FEMMINICIDIO !!"

Stanno lavorando bene 'ste femmine

con questo tambureggiamento massmediatico

su violenza sulle donne e femminicidio.


I risultaTi si vedono per le strade ogni giorno.


I maschietti stanno tutti impauriti, terrorizzati..


Appena provano a manifestare un pensiero autonomo,

un' idea in contrasto con quello della femmina,

la moglie comincia a strilla':


"VIOLENZA SULLE DONNE ! FEMMINICIDIO !!"



I disgraziati se impauriscono e tornano a cuccia.


Ma che state a perde' tempo co' ste matte

il corpoèmioelogestiscodame,

l'uteroèmioelogestiscodame.


IO SONO MIA !

E vabbè..

 Ne prendo atto e te mollo

e me pijo un'altra con idee diverse sul rapporto maschio - femmina.


E invece no..


I disgraziati rimangono insieme a 'ste matte,

che propongono un rapporto maschio - femmina contro natura,

sopportano, sopportano, sopportano

poi alla fne vanno fori de testa,

le massacrano, vanno pure in galera

e se rovinano la vita.


A DEFICIENTI !!!


E mollatele subito no...

Anzi nun ve ce mettete proprio.


Ma il vero problema 

è che sono completamente plagiati dalle mogli 'sti disgraziati.


Se vedi un vecchio amico ridotto come un barboncino da la moje

e provi a dije

(ammesso che riesci a parlargli al barboncno

perchè a volte la moglie glielo impedisce pure de parla' co' te...)

"Ma come te sei ridotto ?"


lui te guarda pure male,

come un "nemico delle donne violento femminicida",

perchè ormai pensa come la moglie.


Poi la cosa paradossale è che le femmine dicono:

"Non ci sono più i maschi di una volta"


E grazie al cazzo dico io...


Guarda come li avete ridotti..

(certo ce sta pure da dì che bisogna essere in due,

una che ti riduce così e uno che si fa ridurre così...).


Un maschio è testosterone, virilità, aggressività...

Se criminalizzate tutto questo nun ce rimane un cazzo

(appunto...).


E senza cazzo

nun ce stanno più no i maschi di una volta..


Ce rimane solo che li castrate,

i barboncini.

pe' falli sta più tranquilli,

poi il lavoro è compiuto.








QUINTO SUSSIDIO PEDAGOGICO 


La società dei consumi

esalta la femmina ilcorpoèmioelogestiscodame,

la femmina indotta ad usare il suo corpo come oggetto di consumo,

che non si riproduce e non si occupa dei flgli,

inutilmente e ridicolmente seduttiva fino a ottant'anni,

come una pianta che continua a ostentare fiori senza più produrre frutti,

sempre più alienata dal suo corpo e dalla sua vita,

sempre più infelice,

perchè quel modello di femmina

è quello più conveniente per la società dei consumi.



Danzano le femmine ilcorpoèmioelogestiscodame,

follemente ed irresponsabilmente,

proclamando la loro "libertà sessuale".



Resta, nel maschio, 

il bisogno istintivo, naturale e profondo 

di possedere il corpo della femmina, 

che è, per lui,

il solo modo per assicurarsi

che i figli nati da quella femmina siano i suoi,

il solo modo per assicurarsi

la permanenza del suo corredo genetico sulla Terra ,

 la paternità.



Da questi due atteggiamenti,

in profondo, naturale, viscerale contrasto,

assolutamente inconciliabli tra loro,

nascono la maggior parte delle tragedie

di cui leggiamo ogni giorno sulla cronaca.



Quel che accade, sempre più spesso,

è che proprio il maschio meno colto, meno intelligente,

meno consapevole del suo bisogno naturale

di possesso del corpo di una femmina,

viva l'atteggiamento della femmina ilcorpoèmioelogestiscodame,

che proclama la sua "libertà sessuale"

o, ancora peggio, la vive concretamente,

come una vera provocazione nei suoi confronti

e finisca per uccidere la femmina

come "extrema ratio",

folle, delirante

per riappropriarsi di quel corpo

che egli vuole suo,

e che spesso proprio la femmina

gli ha fatto credere che sia suo.



La "libertà sessuale" 

della femmina "ilcorpoèmioelogestiscodame" 

è una manifestazione dell'idea consumistica di libertà, 

quella diffusa dalla società della produzione e del consumo

coi suoi mass media.


Quell'idea di libertà

trasforma tutto in consumo,

compreso il sesso:

la femmina diviene consumatrice di sesso

ed il corpo della femmina diviene oggetto di consumo.



Quell'idea di libertà

aliena la femmina da se stessa, dal suo corpo dalla sua vita 

e la rende infelice,

perchè la mancanza di sintonia

con se se stessi, con la propria vita e col proprio corpo

non può che generare einfelicità.



Il piacere sessuale,

in realtà,

non è altro che un espediente della natura

per favorire l'accoppiamento

e quindi la rirproduzione.



Una femmina sana

sa naturalmente

che il suo corpo è il luogo in cui avviene la riproduzione,

che il suo ruolo naturaòe

è quello di "fare figli"

e che la sua felicità di femmina

si fonda innanzitutto

sulla realizzazione di quel suo ruolo naturale.



Una femmina sana 

vive istintivamente

la sua sessualità ed il piacere sessuale

come naturalmente correlati alla riproduzione.


Una femmina sana

sa che la sua felicità

nasce dall'essere posseduta e fecondata da un maschio,

e soddisfa istintivamente il bisogno di un maschio

di possedere il suo corpo per fecondalro,

perchè sa che da lì nasce la sua felicità di femmina.



Staccare il piacere sessuale

e la sessualità tout court

dalla riproduzione

è semplicemente un espediente

della società della produzione e del consumo

per trasformare la sessualità tout court

e la sessualità femminile in particolare

in un oggetto di consumo.



Il risiltato si ottiene al solito modo,

con un uso quotidiano ossessivo dei mass media, 

diffondendo tra le femmine

un'idea di libertà

come "libertà di consumare sfrenatamanente"

e di felicità

come "risultato finale del consumo sfrenato"

(vedi il post:

"L'idea di libertà diffusa dai mass media della società della produzione e del consumo!

http://giamba2016.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=109393&p=2).



La femmina viene convinta cioè

che la sua libertà

consista nell' usufruire del suo corpo come oggetto di consumo

e strumento di piacere,

e che la sua felicità

sia il risultato finale,

necessario ed inevitabile,

di quell'usufruire in quel modo del suo corpo.



Si perde così l'idea sana di libertà,

che è semplicemente la condizione che la società deve garantire

ad ogni esemplare della specie Homo Sapiens

per permettergli di essere quel che è,

di vivere in sintonia con il suo corpo e con la sua vita,

di essere consapevole di se stesso

e di costruire, su quei presupposti.

cioè la sintonia col proprio corpo e con la propria vita

e la consapevolezza di se stesso,

la possibilità di essere felice sulla Terra.

(vedi il post:

"L'idea di libertà diffusa dai mass media della società della produzione e del consumo!

http://giamba2016.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=109393&p=2).


Nel caso della femmina

essere in sintonia col suo corpo e con la sua vita

significa innanzitutto comprendere

che il piacere sessuale

è semplicemente un espediente

per favorire l'accoppiamento e la riproduzione,

che il suo corpo è il luogo in cui avviene la riproduzione,

e che la sua felicità

si fonda sulla realizzazione del suo ruolo naturale di

"fare figli"

e non su una ricerca consumistica

del piacere sessuale,

quella teorizzata dal femminismo

e realizzato dalla femmina

"ilcorpèmioelogestoscdame".



Basta guardare

le "femmine ilcorpoèmioelogestiscodame"

e le loro parabole esistenziali

per rendersi conto

di quanto sia vero tutto ciò,

verificando semplicemente quanto esse siano infelici,

ed anzi, ancora peggio, incapaci di essere felici,

perchè la loro idea dogmatica, per loro indiscutibile,

che la "femmina felice"

è la "femmina ilcorpoèmioelogestiscodame"

le blocca su un'idea totemica 

di se stesse, della loro vita e del loro corpo,

che impedisce loro di tornare in sintonia

con se stesse, con la propria vita e col proèprio corpo.



Ne consegue l'aprioristica impossibilità

di rendersi conto

che la loro infelicità

deriva proprio dalla loro ideologia femminista,

dalla loro idea di "libertà sessuale"

dal loro ostinato ed innaturale proporsi come

"femmine ilcorpoèmioelogestiscodame".



Le vedi dunque

"consumare maschi

ed essere consumate dai maschi",

in età giovanile,

attentissime ad evitare gravidanze,

quindi contro natura,

sempre più infelici ed insoddisfatte,

e per di più,

per i motivi sopra detti,,

del tutto incapaci di rendersi conto

delle motivazioni della loro infelicità e della loro insoddisfazione.



In alcune di esse, poi,

dopo anni ed anni di reiterazione

di questi comportamenti assurdi ed innaturali,

che generano infelicità edisperazione,

emerge, spesso in tarda età,

il naturale bisogno di maternità della femmina,

che avrebbero invece dovuto vivere naturalmente e serenamente

in età giovanile,

al posto di quel 

"consumare maschi

ed essere consumate dai maschi",

assurdo e contro natura,

che però, a quel punto,

viene vissuto in modo disperato ed ossessivo.



Alla radice

di questa disperate parabole esistenziali

l'impossibilità e l'incapacità di realizzare

che la femmina "ilcorpoèmioelogestiscodame"

è una creatura

della società della produzione e del consumo,

che inserisce a forza quel modello 

nel cervello delle femmine

per trasformare anche il sesso,

come tutto il resto,

in consumo,

e quindi le femmine in consumatrici di sesso

e il corpo delle femmine in oggetto di consumo.






permalink | inviato da _Giamba_ il 1/10/2014 alle 8:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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è un'invenzione di ricchi e potenti,

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omologarli in un gregge

e portarli tutti insieme a tosare

per far lana per il padrone.

 

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