Il corpo è la mia grande ragione. Esso non dice IO. Esso fa IO. C'è più verità nel corpo che in tutte le religioni e le filosofie della Terra. Siamo una parte della Natura e della Terra. Vivi in sintonia con il tuo corpo e con la tua vita, con la Natura e con la Terra. Prendi dalla Natura e dalla Terra solo ciò che ti è necessario. Segui sempre i ritmi della Natura. Tratta tutti gli esseri viventi con rispetto: tra gli esemplari della specie Homo Sapiens tratta con rispetto solo quelli che ti trattano con rispetto. Il senso della vita è la vita e non esiste alcuno "senso della vita" al di fuori della vita stessa: chi cerca "il senso della vita" al di fuori del suo corpo e della sua vita è un animale malato che ha perso ogni rapporto con il suo corpo e con la sua vita, con la Natura e con la Terra. AUT AUT O la vita come valore o il denaro e il profitto come valore. AUT AUT O una società che abbia la vita come valore o una società che abbia il denaro e il profitto come valore. Il corpo è la mia grande ragione. Esso non dice IO. Esso fa IO. C'è più verità nel corpo che in tutte le religioni e le filosofie della Terra. Siamo una parte della Natura e della Terra. Vivi in sintonia con il tuo corpo e con la tua vita, con la Natura e con la Terra. Prendi dalla Natura e dalla Terra solo ciò che ti è necessario. Segui sempre i ritmi della Natura. Tratta tutti gli esseri viventi con rispetto: tra gli esemplari della specie Homo Sapiens tratta con rispetto solo quelli che ti trattano con rispetto. Il senso della vita è la vita e non esiste alcuno "senso della vita" al di fuori della vita stessa: chi cerca "il senso della vita" al di fuori del suo corpo e della sua vita è un animale malato che ha perso ogni rapporto con il suo corpo e con la sua vita, con la Natura e con la Terra. AUT AUT O la vita come valore o il denaro e il profitto come valore. AUT AUT O una società che abbia la vita come valore o una società che abbia il denaro e il profitto come valore. Giamba2016 | Il Cannocchiale blog
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"Animale terreno consapevole" e/o "Genus fictus natura et historia" e/o "Io sono una forza del passato solo nella tradizione è il mio amore" sono tre modi diversi di dire la stessa cosa


Friedrich Wilhelm Nietzsche


6 maggio 2018

Übermensch




Il concetto di oltreuomo (traduzione letterale dal tedesco: Übermensch) fu introdotto dal filosofo Friedrich Wilhelm Nietzsche

per indicare l' uomo che apre le porte alla spontanea e rigogliosa affermazione della vita, del ribollire di forze primordiali, della dionisiaca ebbrezza creativa, della passione istintuale, della volontà di potenza,

superando il nichilismo delle presunte verità della religione, della filosofia e della morale, contro natura e contro la vita,

che per secoli hanno impedito la manifestazione della spontanea e rigogliosa affermazione della vita, del ribollire di forze primordiali, della dionisiaca ebbrezza creativa, della passione istintuale, della volontà di potenza,

Questa nuova epoca viene annunciata da Nietzsche nell' opera "Also sprach Zarathustra",

che profetizza una nuova epoca in cui l'uomo è libero dai falsi valori dello spirito apollineo e della filosofia di Socrate, che cercò di mettere la conoscenza razionale sopra la vita, andando contro la vita, cercando di comprimerla e di soffocarla sotto il peso schiacciante di una ragione scettica ed indagatrice,

in cui l'uomo è libero dall’ invadente ragione socratica che crea un altro mondo accanto e contro il mondo terreno, un mondo “ideale” che impedisce lo spontaneo sviluppo del mondo autentico,

e su cui sorgeranno le religioni, prima fra tutte il cristianesimo, che porranno, accanto e contro il mondo terreno altri presunti ed ipotetici mondi, "ideali" e “più veri”,

e le morali che cercheranno di ingabbiare il rigoglioso scorrere della vita in un sistema opprimente di regole e proibizioni.

“In quanto crediamo alla morale condanniamo l’esistenza”, afferma Nietzsche, e questa massima lapidaria esprime molto bene il nocciolo del suo pensiero.

Le morali, ed in particolare la morale cristiana, altro non esprimono se non il risentimento del gregge, dei malriusciti, degli scarti della natura e della vita pieni di risentimento contro i migliori.

“Il cristianesimo ha preso le parti di tutto quanto è debole, abietto, malriuscito; della contraddizione contro gli istinti di conservazione della vita forte ha fatto un ideale; ha guastato perfino la ragione delle nature intellettualmente più forti insegnando a sentire i supremi valori dell’intellettualità come peccaminosi, come fonti di traviamento, come tentazioni”

La morale altro non è che la volontà di potenza di coloro che non riuscendo ad affermarsi cercano di imporre ai migliori vincoli e barriere travestendole da imperativi etici: la morale è il sintomo più evidente della progressiva alienazione dell' uomo dal corpo e dalla vita, dalla Natura e dalla Terra.

Nietzsche dunque ribalta completamente la visione tradizionale che definisce "nichilista" chi abbandona i valori e gli ideali tradizionali,

e indica come nichilisti proprio quei valori e quegli ideali,

che per secoli hanno impedito la manifestazione della spontanea e rigogliosa affermazione della vita, del ribollire di forze primordiali, della dionisiaca ebbrezza creativa, della passione istintuale, della volontà di potenza,

fino ad alienare l' uomo dal corpo e dalla vita, dalla Natura e dalla Terra.

Il crollo di quegli ideali e di quei valori ha distrutto solo un mondo spettrale, un insieme di catene che impedivano il pieno dispiegarsi dell’esistenza.

Eppure l’uomo sente vuoto il mondo senza quegli spettri e quelle catene, privo di valori egli vaga ora in un nulla infinito.

L’uomo, l’uomo di oggi, non è in grado di accettare il nichilismo, di vivere gioiosamente in un mondo senza Dio e valori supremi.

Nietzsche irride questi timori: l’immagine di un mondo ridotto a cieca forza vitale fa orrore a Schopenhauer, per Nietzsche invece dobbiamo accettare questo mondo, accettarlo pieni di ottimismo e gioia, dobbiamo esercitare in esso, in esso ed in nessun altro, la nostra volontà di potenza, anzi, accettare un mondo simile significa già esprimere la propria volontà di potenza.

L' oltreuomo si afferma dopo la morte di Dio e proprio questo dobbiamo proporci per Nietzsche: superare l’abisso che separa l’uomo dal super uomo, diventare super uomini.

L'oltreuomo supera tutte le religioni e tutte le filosofie della Terra, e tutte le ipocrisie di tutte le morali,

e afferma se stesso,

proponendo come suo riferimento il suo corpo, che è la sua "grande ragione",

in cui c'è più verità che in tutte le religioni e le filosofie della Terra,

come alternativa e riferimento per superare tutte le religioni e le tutte le filosofie della Terra.

Per Nietzsche esiste solo e soltanto la vita terrena, legata a un corpo fisico, e l'uomo è dunque solo corpo e deve lasciarsi guidare dalle proprie pulsioni, lacerando così il "Velo di Maya" introdotto da Schopenhauer, ovvero la Volontà che opprime l'individuo.

L' oltreuomo non ha alcun universo trascendente che gli indica una presunta ed ipotetica "vita ideale" e “più vera”,

ma vive solo e soltanto nel suo corpo e del suo corpo, per la piena manifestazione e la totale espressione del suo corpo,

che è la sua "grande ragione",

ed in cui c'è più verità che in tutte le religioni e le filosofie della Terra,

L'oltreuomo contrappone al "Tu devi !" cristiano e kantiano l' "Io voglio !".

Nel concetto di oltreuomo è essenziale la volontà di potenza, che è visto come movente della storia dell'uomo.

Essa si presenta nella creazione della natura così come nelle strutture sociali, e va continuamente oltrepassata.

Nell' oltreuomo non rientra tuttavia alcuna prospettiva di violenza o spirito di dominio, come portava a pensare l' iniziale traduzione del termine tedesco "Übermensch" usato da Friedrich Wilhelm Nietzsche, col termine italiano "superuomo".

La traduzione successiva. come "oltreuomo", del termine tedesco "Übermensch" usato da Friedrich Wilhelm Nietzsche, è molto più appropriata e rispecchia molto meglio il significato del termine.

Ne consegue che Nietzsche non va assolutamente inteso come precursore di Hitler, in quanto nella figura dell'oltreuomo non viene identificato un capo carismatico, ma un profeta religioso quale Zarathustra,

nè può essere identificato come celebrazione del germanesimo, o con il superomismo legato al modello estetico di Gabriele d'Annunzio.

L'Über-Mensch è infatti inteso quasi come meta (nel suo significato etimologico di "oltre" e figurato di "fine") - uomo, a cui tendere e per cui venire selezionati ed educati; in quanto bisogna prima creare le condizioni psico-fisiche interne ed esterne adatte perché l'Oltreuomo possa apparire.

In questo da un lato prendendo a modello il grandioso splendore, culturale e politico, prodotto dalla secolare selezione psico - fisica della nostra passata aristocrazia (fenomeno comune a tutte le civiltà in ascesa ma "inconscio" rispetto alla sua teoria meta-umana) iniziato nel Rinascimento italiano e culminato nel '700 francese; dall'altro rifacendosi all'antico ginnasio greco o la Repubblica di Platone, il cui scopo finale era la creazione del guerriero - filosofo.

Di qui l'ammirazione di Nietzsche per la tragedia greca (in particolare Eschilo), quale mezzo educativo all'eroica tragicità della vita, e per il prometeico istinto dell'uomo rinascimentale (l'uomo universale) che nella sua completezza teorica e pratica sapeva tendere oltre l'"umano troppo umano"; con una magnificenza creatrice, culturale e politica, che quell'impulso vitale, "al di là del bene e del male", comporta.

Nella sua opera "Ecce homo" Nietzsche propone la formula che l' essere umano deve seguire per divenire "ubermensch", cioè "oltreuomo":

""La mia formula per la grandezza dell’uomo è amor fati: non volere nulla di diverso, né dietro né davanti a sé, per tutta l’eternità"" (Ecce homo, p.306).

SUSSIDIO PEDAGOGICO

L'oltreuomo

Il termine "superuomo" è stata la prima e più diffusa traduzione italiana del termine originale tedesco «Übermensch».

Dopo gli orrori del nazismo e delle ideologie totalitarie, la rilettura che è stata condotta sui testi di Nietzsche dai filosofi italiani, e tra questi soprattutto da Gianni Vattimo, ha portato alla luce un altro possibile significato della parola, che si esprime nella locuzione "l’oltreuomo", inteso non più come "uomo superiore" ma come ulteriore stadio dello sviluppo etico e culturale dell’umanità.

L’uomo è un cavo teso tra la bestia e il superuomo, – un cavo al di sopra di un abisso.

È questa l’immagine chiave con cui Nietzsche tratteggia il concetto di oltreuomo: è l’immagine di un rinnovamento interiore che si realizza attraverso l’apertura a nuovi valori, a nuovi significati della vita.

Il significato del concetto di oltreuomo non è dunque quello dannunziano della realizzazione storica di una nuova élite di individui-guida dell’umanità, ma è quello tutto interiore del destino che attende ciascun uomo di fronte alla possibilità di essere diverso da quello che è, nel senso di più autentico, più completo, più libero.

Arrivato nella città più vicina, che sorgeva ai margini della foresta, Zarathustra vi trovò una gran folla radunata sulla piazza dei mercato: perché avevano detto che si sarebbe visto un uomo camminare sulla corda. E Zarathustra così parlò alla folla:

"Io vi insegno l'oltreuomo. L'uomo è qualcosa che deve essere superato. Che cosa avete fatto voi per superarlo? Tutti gli esseri hanno finora creato qualcosa al di sopra di se stessi: e voi volete essere il riflusso di questo grande flusso e tornare piuttosto all'animale che superare l'uomo? Che cos'è la scimmia per l'uomo? Una risata o una dolorosa vergogna. E proprio ciò dev'essere l'uomo per l'oltreuomo: una risata o una dolorosa vergogna. Voi avete fatto la strada dal verme all'uomo, e molto c'è ancora in voi del verme. Una volta eravate scimmie, e ancora adesso l'uomo è più scimmia di qualunque scimmia.

Ma anche colui che è più saggio tra voi, non è che un dissidio, un essere ibrido fra la pianta e lo spettro. Ma vi ordino io di diventare spettri o piante?Vedete, io vi insegno l'oltreuomo ! L'oltreuomo è il senso della terra. La vostra volontà dica: sia l'oltreuomo il senso della terra !

Vi scongiuro, fratelli, rimanete fedeli alla terra e non credete a quelli che vi parlano di speranze ultraterrene !

Essi sono degli avvelenatori, che lo sappiano o no. Sono spregiatori della vita, moribondi ed essi stessi avvelenati, dei quali la terra è stanca: se ne vadano pure !

Una volta il sacrilegio contro Dio era il sacrilegio più grande, ma Dio è morto, e sono morti con Dio anche quei sacrileghi.

Commettere sacrilegio contro la terra è ora la cosa più spaventosa, e fare delle viscere dell'imperscrutabile maggior conto che del senso della terra !

Un tempo l'anima guardava al corpo con disprezzo: e allora questo disprezzo era la cosa più alta: essa lo voleva macilento, orribile, affamato.

Così pensava di sfuggire ad esso e alla terra.

Oh, quest'anima era essa stessa ancora macilenta, orribile e affamata: e la crudeltà era la voluttà di quest'anima !

Ma anche voi, fratelli, ditemi: che cosa rivela il vostro corpo della vostra anima?

Non è la vostra anima povertà e sporcizia e un miserabile benessere?

In verità, un fiume lutulento è l'uomo. E bisogna essere un mare, per poter accogliere un fiume lutulento senza divenire impuri.

Vedete, io vi insegno l'oltreuomo: esso è questo mare, in cui può inabissarsi il vostro grande disprezzo.

Qual è l'esperienza più grande che potete fare? Essa è l'ora del grande disprezzo. L'ora in cui anche la vostra felicità vi nausea, e così pure la vostra ragione e la vostra virtù.

L'ora in cui dite: "Che importa la mia felicità? Essa è povertà e sporcizia, e un miserabile benessere. E la mia felicità dovrebbe giustificare la stessa esistenza?"

L'ora in cui dite: "Che importa la mia ragione? Ha essa fame di sapere come il leone del suo pasto? Essa è povertà e sporcizia e un miserabile benessere!"

L'ora in cui dite: "Che importa la mia virtù ? Essa non mi ha reso ancora furibondo. Come sono stanco del mio bene e del mio male ! Tutto ciò è povertà e sporcizia e un miserabile benessere !"

L'ora in cui dite: "Che importa la mia giustizia ? Non vedo che io sia brace ardente. Ma il giusto è brace ardente ! "

L'ora in cui dite: "Che importa la mia pietà ? Non è la pietà la croce sulla quale viene inchiodato colui che ama gli uomini ? Ma la mia pietà non è una crocifissione".

Parlaste già cosi? Gridaste già così? Oh, se vi avessi già sentito gridare cosi !

Non il vostro peccato, ma la vostra moderazione grida vendetta al cielo, la vostra avarizia nello stesso vostro peccato, grida vendetta al cielo !

Dov'è la folgore che vi lecchi con la sua lingua?

Dov'è la follia che vi si dovrebbe inoculare?

Vedete, io vi insegno il superuomo: esso è questa folgore, esso è questa follia !

Quando Zarathustra ebbe così parlato, uno di tra la folla gridò: "Abbiamo ascoltato il funambolo abbastanza; adesso vogliamo anche vederlo!".

E tutta la folla rise di Zarathustra.

Da parte sua il funambolo, credendo che quelle parole fossero rivolte a lui, sì mise all'opera.

(F. Nietzsche: Così parlò Zarathustra: Prefazione, §§3- 4; Della virtù che dona)

L'oltreuomo di Nietzsche non è un individuo, neppure nel senso biologico di una singola razza, ma una categoria etica: rappresenta cioè l'essenza vera e ideale insieme dell'uomo pienamente realizzato in se stesso, libero da valori-guida provenienti al di fuori o a di sopra di lui.

Una tappa importante nella storia dell'interpretazione del pensiero di Nietzsche è quella aperta nella metà degli anni '60 da Gianni Vattimo.

In: "Ipotesi su Nietzsche", un saggio didattico del '67, Vattimo propone una rilettura complessiva dell'opera nietzscheana alla luce dell'antistoricismo di questo filosofo, ponendo al centro dell'attenzione il concetto di interpretazione.

Il brano è utile anche per un inquadramento generale del tema del "superuomo".

Le qualità che l' oltreuomo possiede sono:

1) sa accettare la vita nella sua interezza, nella sua dimensione irrazionale fondata sul caso e sul caos. Non ha paura degli istinti ed accetta la dimensione dionisiaca dell'esistenza;

2) sa "reggere" psicologicamente la "morte di Dio", ossia la condizione del nichilismo, l'annullamento di tutti i tradizionali valori morali; sa rinunciare alla consolazione esistenziale offerta dalle fedi religiose;

3) sa condurre la propria vita in una diversa dimensione temporale, ponendosi nella prospettiva dell'eterno ritorno del tempo. Recuperando l'antica visione pagana del tempo ciclico, non pensa più in termini di presente, passato e futuro, ma vive ogni istante con intensità totale, come fosse l'eternità.






permalink | inviato da _Giamba_ il 6/5/2018 alle 18:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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