Il corpo è la mia grande ragione. Esso non dice IO. Esso fa IO. C'è più verità nel corpo che in tutte le religioni e le filosofie della Terra. Siamo una parte della Natura e della Terra. Vivi in sintonia com il tuo corpo e con la tua vita, con la Natura e con la Terra. Tratta tutti gli esseri viventi con rispetto: tra gli esemplari della specie Homo Sapiens Sapiens tratta con rispetto solo quelli che ti trattano con rispetto. Prendi dalla Natura e dalla Terra solo ciò che ti è necessario. Segui sempre i ritmi della Natura. Alzati e ritirati con il sole. Il senso della vita è la vita e non esiste alcuno "senso della vita" al di fuori della vita stessa ERGO chi cerca "il senso della vita" al di fuori del suo corpo e della sua vita è un animale malato che ha perso ogni rapporto con il suo corpo e con la sua vita, con la Natura e con la Terra. AUT AUT O la vita come valore. O il denaro e il profitto come valore. AUT AUT O una società che abbia la vita come valore o una società che abbia il denaro e il profitto come valore. Il corpo è la mia grande ragione. Esso non dice IO. Esso fa IO. C'è più verità nel corpo che in tutte le religioni e le filosofie della Terra. Siamo una parte della Natura e della Terra. Vivi in sintonia com il tuo corpo e con la tua vita, con la Natura e con la Terra. Tratta tutti gli esseri viventi con rispetto: tra gli esemplari della specie Homo Sapiens Sapiens tratta con rispetto solo quelli che ti trattano con rispetto. Prendi dalla Natura e dalla Terra solo ciò che ti è necessario. Segui sempre i ritmi della Natura. Alzati e ritirati con il sole. Il senso della vita è la vita e non esiste alcuno "senso della vita" al di fuori della vita stessa ERGO chi cerca "il senso della vita" al di fuori del suo corpo e della sua vita è un animale malato che ha perso ogni rapporto con il suo corpo e con la sua vita, con la Natura e con la Terra. AUT AUT O la vita come valore. O il denaro e il profitto come valore. AUT AUT O una società che abbia la vita come valore o una società che abbia il denaro e il profitto come valore. Giamba2016 | Il Cannocchiale blog
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"Animale terreno consapevole" e/o "Genus fictus natura et historia" e/o "Io sono una forza del passato solo nella tradizione è il mio amore" sono tre modi diversi di dire la stessa cosa


Diario


11 giugno 2018

Il fondamento di una società di liberi ed eguali è il RISPETTO PER LA VITA, che è tutt'altra cosa rispetto al fantomatico "amore per il prossimo" dei cristiani, da cui nasce la società mafiosa in cui una piccolissima minoranza sotttomette tutti gli altri


Una società umana che voglia essere una società di liberi ed eguali deve porre consapevolmente e metodicamente la vita come valore di riferimento e la tutela della vita come scopo, che è tutt' altra cosa rispetto al fantomatico "amore per il prossimo" dei cristiani
.

RISPETTO PER LA VITA è semplicemente un limite che si pone consapevolmente e metodicamente per imporre la regola "non uccidere" e fondare su essa la convivenza pacifica e la societò umana.

RISPETTO PER LA VITA non ha nulla a che fare col fantomatico "amore per i prossimo" dei cristiani" che inventa un interesse di ogni esemplare della specie Homo sapiens per ogni altro esemplare della specie, in realtà inesistente in natura.

La società umana nasce quando dallo stato naturale di guerra di tutti contro tutti si passa alla convivenza civile fondata sulle regole, la prima della quale è "non uccidere".

La società umana nasce quando la vita viene posta come valore di riferimento e la tutela della vita viene imposta come scopo della società umana stessa.

La società umana nasce quando alla realtà naturale dello stato di natura della libertà individuale come causa sui si sostituisce , per motivazioni esclusivamente utilitaristiche, quella di lbertà individuale possibile all' interno di una società umana.

Per capire cosa significhi in realtà questo passaggio e le motivazioni utilitaristiche che lo hanno provocato iniziamo prendendo in considerazione e definendo il concetto di libertà come causa sui.

La definizione tradizionale di libertà come causa sui è la seguente:

Liberum est quod causa sui est quod ergo movetur ab alio non est liberum.


ovverossia

E' libero ciò che è causa di se stesso dunque ciò che è mosso da altro non è libero.

Libertà come "causa sui" vuol dire che io ho in me totalmente le cause,l e motivazioni e le ragioni del mio pensare ed agire, senza limitazioni di sorta.

In pratica vuol dire fare ciò che si vuole in ogni momento, senza limitazioni di alcun tipo.

La domanda da porsi è:
"La manifestazione della libertà individuale come causa sui è il massimo dell'egoismo e mi dà il massimo della felicità ?"

La risposta istintiva che ciascuno di noi dà a questa dopmanda è:
"Si,certamente. La manifestazione totale di me stesso, la mia libertà totale è il massimo dell'egoismo e mi dà il massimo della felicità"

Questa risposta è assolutamente sbagliata perchè è frutto del solito errore di egocentrismo di ogni esemplare della specie Homo Sapiens: ognuno parlando di libertà come causa sui parla  della sua libertà individuale. della sua libertà totale di essere ciò che vuole, parla cioè istintivamente, naturalmente ed inconsapevolmente della "sua libertà".

Si immagina cioè un mondo,irreale, in cui io manifesto totalmente la mia libertà, facendo ciò che voglio in ogni momento della giornata.

Questo modo puramente immaginario di porre le cose porta naturalmente a credere che l'espressione totale di se stessi dia il massimo della felicità, ma nasce ovviamente da una totale mancanza di consapevolezza della realtà.

Il mondo reale in cui ognuno esprimerà totalmente la sua libertà, a meno che non viva su un' isola deserta, da solo, sarà ovviamente un mondo in cui esistono altri esseri umani, che, naturalmente vivrebbero anch'essi la libertà come causa sui come libertà individuale, come libertà appartenente soltanto a loro.

Avremo cioè un mondo reale cioè in cui ognuno esprime totalmente, integralmente e senza limiti di sorta se stesso, e quando dico totalmente intendo senza alcun vincolo legale, morale o di rispetto dell'altro.

Cosa succederebbe in breve in una realtà terrena di questo tipo ?

Ogni individuo, esprimendo se stesso integralmente e totalmente,verrebbe inevitabilmente e necessariamente in contatto,o meglio in contrasto,con l'altro, intento a fare la stessa cosa.

E' facilmente immaginabile il risultato di questo modo di agire, e, soprattutto, lo stato perenne di violenza, terrore e paura che esso porterebbe sulla Terra.

E' lo stato di natura di guerra di tutti contro tutti ben descritto da Thomas Hobbes, in cui ciascun individuo, esprimendo istintivamente, naturalmente e totalmente se stesso,entra necessariamente in conflitto con gli altri individui che, a loro volta, esprimono naturalmente,istintivamente e totalmente se stessi.

Una condizione di terrore e paura continua, in cui ciascuno dovrebbe impiegare la quasi totalità del suo tempo e della sua energia a difendere la sua vita dagli attacchi degli altri, o ad uccidere gli altri per avere ciò che vuole.

Le azioni più semplici e naturali dell'esistenza come nutrirsi, dormire, accoppiarsi per riprodursi sarebbero molto difficili o quasi impossibili.

L'ANIMALE TERRENO CONSAPEVOLE HOMO SAPIENS HA RISOLTO QUESTO PROBLEMA LIMITANDO LA LIBERTA' NATURALE INDIVIDUALE CON DELLE REGOLE.

Il contratto sociale da cui nasce la società umana è l'accettazione da parte di tutti gli individui di una limitazione della propria libertà naturale, della propria libertà totale, della libertè intesa come causa sui.

La limitazione iniziale è stata la proibizione di uccidere l'altro, che era una realtà assolutamente scontata nello stato di natura, e successivamente a questa limitazione si sono aggiunte altre limitazioni ed altre regole.

La proibizione iniziale, quella di uccidere l'altro, nasce, come dice Hobbes, dalla più grande paura dell'essere umano e dell'essere vivente in genere, cioè quella di perdere la propria vita.

Da una parte c'era  l'istintivo, naturale esprimere totalmente la propria libertà, con la conseguente naturale ebbrezza fisiologica e psicologica che esso dà.

Dall' altra parte lnasce la consapevolezza, derivata dall'esperienza reale di questo modo di essere individuale, che porta a concludere che l'altro, esprimendo naturalmente e liberamente allo stesso modo  la propria libertà, costituisce un costante,continuo pericolo per la propria vita.

I soliti poli tra cui si muove la consapevolezza umana.

La vita e la morte, l'espressione totale, naturale, istintiva ed indiscriminata di se stessi da una parte, la morte come pericolo costante in una condizione di vita reale in cui ciascun individuo esprima totalmente la sua libertà, intesa come "causa sui".

La consapevolezza finale è che il vero egoismo non consiste nell'espressione totale, naturale ed indiscriminata di se stessi, ma nella limitazione di questa espressione basata sul rispetto degli altri e nella conseguente nascita della convivenza civile e della società umana.

La legge, la regola e l'accettazione della legge e della regola sono un atto di egoismo, perchè dalla legge e dalla regola e dalla loro accettazione nasce la convivenza civile e la società umana, che producono una qualità di vita superiore sulla Terra.

La legge, la regola e l'accettazione della legge e della regola sono un atto di egoismo, perchè dalla legge e dalla regola e dalla loro accettazione ogni individuo ottiene una vita di qualità migliore e quindi una maggiore felicità.

LA LEGGE,LA REGOLA NON HANNO ALCUNCHE' DI MORALE,E NON HANNO BISOGNO DI ALCUNA SANTIFICAZIONE O CONNOTAZIONE MORALE.

L'ACCETTAZIONE DELLA LEGGE E' UNA FORMA DI UTILITARISMO, DI EGOISMO, E NON, COME SOSTENUTO DALLE VARIE RELIGIONI, UN SACRIFICIO DI SE STESSI.

L' INTELLIGENZA E LA CONSAPEVOLEZZA DICONO CHIARAMENTE CHE LA SCELTA PIU' EGOISTICA E' QUELLA DI CREARE UNA VITA SULLA TERRA REGOLATA, ALL'INTERNO DELLA QUALE CIASCUN INDIVIDUO POSSA CONSEGUIRE IL MASSIMO DELLA FELICITA', NON DOVENDO OCCUPARSI DELLA DIFESA DELLA PROPRIA VITA.

L' INTELLIGENZA E LA CONSAPEVOLEZZA DICONO CHIARAMENTE CHE LA SCELTA PIU' EGOISTICA E' QUELLA DI CREARE UNA VITA SULLA TERRA REGOLATA CHE SUPERI LO STATO DI NATURA DI GUERRA DI TUTTI CONTRO TUTTI,  L'ESPRESSIONE TOTALE DELLA PROPRIA  LIBERTA' INDIVIDUALE, INGENUAMENTE RITENUTA LA VIA MIGLIORE ALLA FELICITA', CHE PORTA IN REALTA' ALLA VIOLENZA, ALLA PAURA ED AL TERRORE.



Il cosiddetto "amore per il prossimo" dei cristiani, cioè un interesse reale di ogni esemplare della specie Homo Sapiens per ogni altro esemplare della specie, non esiste in natura.

Vediamo come e perchè i cristiani lo hanno inventato e a chi serve.

I cristiani parlano da secoli di un non meglio identificato "amore per il prossimo".

I cristiani predicano da secoli un non meglio identificato "amore per il prossimo".

I cristiani diffondono da secoli su tutto il pianeta Terra l'idea che esista realmente il cosiddetto "amore per il prossimo", cioè un interesse reale di ogni esemplare della specie Homo Sapiens per ogni altro esemplare della specie.

Un lavoro di trasformazione di una bugia in verità portato avanti con la tecnica che Joseph Goebbels, ministro della propaganda del regime nazista, definiva in poche parole così: "Se si ripete una bugia dieci, cento, mille volte diventa verità".

Il risultato di questo ostinato, prolungato e meticoloso lavoro di diffusione di una bugia è che essa è diventata verità per un gran numero di esemplari della specie Homo Sapiens, al punto che essi credono che il cosiddetto "amore per i prossimo" esista realmente.

La realtà della natura degli esemplari della specie Homo Sapiens dice che questo fantomatico "amore per il prossimo" semplicemente non esiste.

La realtà della natura degli esemplari della specie Homo Sapiens, così come quella di tutti gli altri esseri viventi, dice che ogni individuo è mosso semplicemente dal suo istinto di sopravvivenza.

L'esigenza istintiva di sopravvivere come individuo, innanzitutto, e poi l'altra esigenza, altrettanto istintiva, di portare avanti il proprio corredo genetico, accoppiandosi con un esemplare di sesso opposto della stessa specie, allo scopo di riprodursi.

Non c'è nulla, nella natura degli esemplari della specie Homo Sapiens, così come in quella di tutti gli altri esseri viventi, che assomigli, anche solo lontanamente, al fantomatico "amore per il prossimo" dei cristiani.

L'unico interesse di un esemplare della specie Homo Sapiens per un altro è quello dell'esemplare adulto della specie per il cucciolo generato, che è peraltro un interesse del tutto egoistico, finalizzato al mantenimento in vita del cucciolo generato, e, con esso, del proprio corredo genetico.

Ma amche questo interesse, del tutto egoistico, non ha nulla a che fare con il fantomatico "amore per il prossimo" dei cristiani.

L'AMORE PER IL PROSSIMO DEI CRISTIANI NON ESISTE IN NATURA.

L'AMORE PER IL PROSSIMO DEI CRISTIANI NON ESISTE NELLA REALTA'.

L' AMORE PER IL PROSSIMO E' UN' INVENZIONE DEI CRISTIANI.

Vediamo innanzitutto come è stato inventato.

Per creare l'amore per il prossimo i cristiani hanno innanzitutto preso a modello l'interesse dell'esemplare adulto della specie per il cucciolo generato, in realtà del tutto egostico.

Il passo successivo è stato quello di creare e diffondere l'idea che questo interesse esista da parte di ogni esemplare della specie Homo Sapiens per tutti gli altri esemplari della specie.

Vediamo adesso a cosa serve l'amore per il prossimo dei cristiani, che è cosa già intuibile tenendo conto del modo in ci esso è stato inventato e del modello usato per crearlo.

L'invenzione dell'amore per il prossimo serve a mantenere gli esemplari adulti della specie in condizione infantile, illudendoli che esista verso di loro, da parte di tutti gli altri, un interesse simile a quello che avevano per loro i genitori.

La diffusione del'idea che questo fantomatico "amore per il prossimo" esista veramente mantiene gli esemplari adulti della specie Homo sapiens in una condizione infantile di attesa dell'intervento dei loro simili per risolvere i loro problemi.

E' evidente quale possente strumento di controllo sia per il potere il mantenimento degli esemplari adulti delal specie Homo sapiens in condizione infantile, che si ottiene appunto con l'invenzione dell'maore per il prossimo.

Gli esemplari adulti della specie convinti dell'esistenza dell'amore per il prossimo saranno poi facilmente suggestionabili da qualsiasi potente di turno che spaccia la sua gestione del potere come un' occuparsi degli altri, come "amore per il prossimo" appunto.

Una piccolissima minoranza, che possiede tutta la ricchezza e tutto il potere ed usa il potere per coltivare i suoi interessi e mantenere la sua ricchezza può spacciare tutto questo alla maggioranza degli individui come un occuparsi di loro, che scaturisce da "amore per il prossimo".

L'AMORE PER IL PROSSIMO DEI CRISTIANI E' UNO SPECCHIETTO PER LE ALLODOLE, INVENTATO DAL POTERE PER MANTENERE GLI ESEMPLARI ADULTI DELLA SPECIE IN CONDIZIONE INFANTILE E CONTROLLARLI MEGLIO.

L'AMORE PER IL PROSSIMO DEI CRISTIANI E' UNO SPECCHIETTO PER LE ALLODOLE, INVENTATO DAL POTERE PER ESSERE USATO COME STRUMENTO DI CONTROLLO SOCIALE.

L'AMORE PER IL PROSSIMO DEI CRISTIANI E' UNO SPECCHIETTO PER LE ALLODOLE, USATO DAL POTERE DI POCHI PER MANTENERE IL SUO POTERE SUI MOLTI.

L'AMORE PER IL PROSSIMO DEI CRISTIANI E' UNO SPECCHIETTO PER LE ALLODOLE, INVENTATO DA UNA MINORANZA, CHE USA IL POTERE PER COLTIVARE I SUOI INTERESSI, PER CONTINUARE A MANTENERE QUEL POTERE E COLTIVARE I SUOI INTERESSI.

L'AMORE PER IL PROSSIMO DEI CRISTIANI E' UNO SPECCHIETTO PER LE ALLODOLE, INVENTATO DAL POTERE INGIUSTO PER CONTINUARE A PORTARE AVANTI
L' INGIUSTIZIA.

Vediamo come funziona il meccanismo, vediamo cioè come opera concretamente la tecnica di controllo sociale che ha l' invenzione dell' amore per il prossimo come presupposto.

I cristiani predicano l'amore per il prossimo, parlano cioè di un interesse reale di ogni esemplare della specie Homo Sapiens per tutti gli altri, in realtà inesistente in natura, per poi usare questo specchietto per le allodole e predicare, in suo nome,  la rassegnazione all' ingiustizia.

I cristiani predicano l'amore per il prossimo, parlano cioè di un interesse reale di ogni esemplare della specie Homo Sapiens per tutti gli altri, in realtà inesistente in natura, per poi usare questo specchietto per le allodole e predicare, in suo nome,  il perdono degli ingiusti.


Per completare il lavoro i cristiani predicano anche che la vera vita non è di questa Terra, che la giustizia non è di questa Terra e che dopo la morte un improbabile vecchietto con la barba bianca punirà i cattivi e gli ingiusti e premierà i buoni ed i giusti.

Tutto questo lavoro serve oggettivamente e concretamente  a creare rassegnazione all'ingiustizia, a far perdonare l'ingiustizia, a non far combattere contro l'ingiustizia, quindi a far si che l'ingiustizia  rimanga sulla Terra.

La tecnica di controllo sociale che ha l' invenzione dell' amore per il prossimo come presupposto ha come scopo finale quello di mantenere l'ingiustizia sulla Terra.

A questo punto basta sapere chi commette ingiustizia sulla Terra per sapere a favore di chi predicano i cristiani e per chi lavorano i cristiani.

La realtà della storia dice che da sempre, sulla Terra, quelli che commettono ingiustizie  sono i ricchi ed i potenti.

La conclusione è quindi che i cristiani, che predicano la rassegnazione all'ingiustizia ed il perdono degli ingiusti, in nome di questo non meglio identificato "amore" LAVORANO OGGETTIVAMENTE E CONCRETAMENTE PER GLI INGIUSTI, PER CHI COMMETTE INGIUSTIZIE, QUINDI PER I RICCHI ED I POTENTI.

La realtà della storia dice chiaramente ed inequivocabilmente che i cristiani stanno dalla parte degli ingiusti, dei ricchi e dei potenti, di chi commette ingiustzie e sopraffazioni.

I cristiani sono da sempre uno strumento del potere, pagato dal potente di turno per rincoglionire quelli che usa e sfrutta predicando "amore", rassegnazione e perdono, per tenerli buoni, mantenere il suo potere ingiusto, fondato sull'ingiustizia,  e continuare ad usarli e sfruttarli.

I cristiani stanno sulla Terra ed operano sulla terra PER MANTENERE L'INGIUSTIZIA, distraendo dalla Terra chi subisce ingiustizie con il fantasma di inesistenti vite dopo la morte, per impedirgli di fare quello che invece dovrebbe fare qui, sulla Terra, subito,  chiunque subisca un' ingiustizia.

CHI SUBISCE UN ' INGIUSTIZIA DEVE COMBATTERE L'INGIUSTIZIA, IN QUALUNQUE MODO E CON QUALUNQUE MEZZO.

Chi risponde all'ingiustizia con la rassegnazione ed il perdono compie un'azione assolutamente assurda ed innaturale, possibile soltanto dopo che i cristiani hanno stravolto e distratto il suo cervello con la loro paccottiglia di cazzate: amore, rassegnazione, perdono.

Chi risponde all'ingiustizia con la rassegnazione ed il perdono opera oggettivamente e concretamente per il mantenimento del'ingiustizia che subisce e del potere di chi gleila infligge,, dopo che i cristiani hanno stravolto e distratto il suo cervello con la loro paccottiglia di cazzate: amore, rassegnazione, perdono.

La giusta risposta all'ingiustizia non è nè la rassegnazione nè tanto meno il perdono in nome di un inesistente "amore per il prossimo".

Se questo "amore per il prossimo" esistesse veramente non ci sarebbe alcuna ingiustizia.

Se questo "amore per il prossimo" esistesse veramente dovrebbe essere praticato anche dal ricco e dal potente che commette ingiustizia, che non dovrebbe quindi praticarla.

In realtà questo "amore per il prossimo" non esiste e la realtà della storia dice semplicemente e chiaramente che da sempre esistono degli esemplari della specie Homo Sapiens che provano e spesso  riescono a sottomettere, sopraffare, usare e sfruttare altri esemplari delal specie.

La funzione dei cristiani, in questo scenario reale proposto dalla storia dell'umanità, è appunto quello di predicare l'amore per il prossimo, la rassegnazione ed il perdono SOLO a chi subisce l'ingiustizia, per permettere a chi la compie di mantenere il suo potere ingiusto e di portare avanti l'ingiustizia.

LA GIUSTA RISPOSTA ALL'INGIUSTIZIA STA NEL COMBATTERE L'INGIUSTIZIA, IN QUALUNQUE MODO E CON QUALUNQUE MEZZO.

La giusta risposta all'ingiustizia sta nell' operare fattivamente e concretamente sulla Terra per creare una società di liberi ed eguali, fondata sull'eguaglianza tra gli uomini, in cui l'ingiustizia non sia più possibile e non esista più.

La prima cosa da fare per combattere l'ingiustizia, per creare sulla Terra una società di liberi ed eguali è quella di evitare accuratamente di coinvolgere in questa battaglia i cristiani, che predicano e lavorano per l'obiettivo opposto: il mantenimento sulla Terra dell'ingiuistizia e della sopraffazione.

La prima cosa da fare per combattere l'ingiustizia, per creare sulla Terra una società di liberi ed eguali, è quella di evitare accuratamente di coinvolgere in questa battaglia i cristiani, che predicano e lavorano per i ricchi e per i potenti, in una parola per gli ingiusti, pagati dai ricchi e dai potenti, in una parola dagli ingiusti.





permalink | inviato da __Giamba__ il 11/6/2018 alle 18:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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