Blog: http://Giamba2016.ilcannocchiale.it

Restare distanti e lontani, per classe, per stile e per sangue, dal fantasmagorico scintillio di specchietti per le allodole di una società mostruosa, ridicola, degenerata, aberrante, contro natura. Una società disperata, oramai alla fine...


La discesa della società moderna nel baratro della dissoluzione è un male necessario per cui si deve passare: senza fingere, senza assumere modelli comportamentali estranei, ma restando distanti e lontani, per classe, per stile e per sangue.

Conta solo il silenzioso tener fermo di pochi, la cui presenza impassibile da convitati di pietra serva a creare nuovi rapporti, nuove distanze, nuovi valori a costruire un polo il quale, se di certo non impedirà a questo mondo di deviati di essere quello che è, varrà però a trasmettere a qualcuno la sensazione della verità - sensazione, che potrà fors' anche essere principio invisibile di qualche crisi liberatrice.

'Lo 'stile' che deve guadagnar risalto è quello di chi si tiene sulle posizioni di fedeltà a se stesso e ad un' idea,in una raccolta intensità, in una repulsione per ogni compromesso, in un impegno totale che si deve manifestare non solo nella lotta politica ma anche in ogni espressione dell' esistenza.

E oggi, in fondo, le condizioni sono migliori, perchè non esistono equivoci e basta guardare d'intorno, dalla piazza fino al Parlamento, perchè le vocazioni siano messe alla prova e si abbia, netta, la misura di ciò che noi non dobbiamo essere.

Di fronte ad un mondo di poltiglia il cui principio è: 'Chi te lo fa fare' oppure: "Prima viene lo stomaco, la pelle (la malapartiana 'pelle'!) e poi la morale" o ancora: "Questi non son tempi in cui ci si possa permettere il lusso di avere un carattere", o infine:"Ho famiglia", si sappia opporre un chiaro e fermo: "Noi non possiamo fare altrimenti, questa è la nostra vita, questo il nostro essere".

Si lascino pure gli uomini del nostro tempo parlare, con maggiore o minore sufficienza e improntitudine, di anacronismo e di antistoria.

Li si lascino alle loro "verità" e ad' unica cosa si badi: a tenersi in piedi in un mondo di rovine, e a rendere ben visibili i valori della verità, della realtà e della Tradizione, a chi oggi non vuole il "questo" e cerca confusamente "l' altro".

Ognuno ha la libertà che gli spetta, misurata dalla statura della dignità della sua persona. (Julius Evola)


Le aquile non volano a stormi

https://www.youtube.com/watch?v=PfVsrAZpSoI

Invito al viaggio

https://www.youtube.com/watch?v=bv-1sMy5c4w

Pubblicato il 23/2/2018 alle 18.58 nella rubrica Julius Evola.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web