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Fare leggi uguali per tutti ed imporle in modo uguale a tutti, anche agli "amici degli amici", non è un' attività fascista, repressiva della libertà, che turba il "sacro valore dell' amicizia", ma il solo modo per costruire una società di liberi ed eguali


ovverossia:

In assenza di qualcuno che punisca quotidianamente, severamente e rigorosamente chi trasgredisce le leggi e le regole hai voglia a parla' pe' spiega la necessità e l'utilità pratica delle leggi e delle regole, allo scopo di educare al rispetto delle leggi e delle regole: nun te se caca nessuno e ognuno continua a fa' mpò come cazzo se pare...


O NOOO ??

1) UN EPISODIO DI VITA VISSUTA

Dico, mentre cammino sul marciapiede, al tipo che, con la pista ciclabile accanto, va in bicicletta e pedala allegramente sul marciapiede: "Guardi che lei è in bicicletta e quindi deve andare sulla pista ciclabile".

Esclama il tipo "seccato" dalla mia "indebita intromissione" nella sua "libertà personale" di andare in bicicletta sul marciapiede in presenza di una pista ciclabile lì accanto: "Fatti i cazzi tuoi !"

Rispondo io serenamente, guidato come al solito dalla mia innata vocazione pedagogica, cercando di spiegargli che chiedergli di andare con la bicicletta sulla pista ciclabile non è una mia "indebita intromissione" nella sua "libertà personale" di andare in bicletta sul marciapiede in presenza di una pista ciclabile lì accanto,

ma solo e soltanto un modo per garantire la mia e la sua libertà e sicurezza,

e che solo e soltanto per quello si è costruita una pista ciclabile per i ciclisti e un marciapiede per i pedoni,

e si è fatta una legge che impone ai ciclisti di pedalare sulla pista ciclabile ed ai pedoni di camminare sul marciapiede, che come tutte le leggi, è solo e soltanto un espediente pratico per garantire la libertà e la sicurezza di tutti:

"Ma io infatti proprio i cazzi miei mi sto facendo.

Le spiego perchè...

Io in questo momento sono un pedone che cammina sulla zona riservata ai pedoni, cioè il marciapiede, che vuole semplicemente camminare sul marciapiede senza essere investito da una bicicletta,

ho la possibilità di camminare sul marciapiede senza rischiare di essere investito da una bicicletta, visto che ci sono un marciapiede per i pedoni ed una pista ciclabile per i ciclisti,

ed ho anche il diritto, garantito dalla legge, di camminare sul marciapiede senza rischiare di essere investito da una bicicletta, visto e considerato che, oltre ad esserci un marciapiede per i pedoni ed una pista ciclabile per i ciclisti, c'è anche una legge che impone ai ciclisti di percorrere la pista ciclabile e prevede delle multe per i ciclisti che passano sul marciapiede, che è riservato ai pedoni.

Se riflette un pò e ci pensa bene capirà certamente che fare una pista ciclabile per i ciclisti ed un marciapiede per i pedoni, per poi imporre delle multe ai cicilisti che passano sul marciapiede, non è un' azione fascista per reprimere la sua "libertà personale" di andare in bicicletta sul marciapiede in presenza di una pista ciclabile,

ma è semplicemente un espediente pratico per garantire uno spazio ai ciclisti ed uno ai pedoni, senza che i ciclisti debbano preoccuparsi di investire i pedoni e senza che i pedoni debbano essere preoccupati di essere investiti dai ciclisti.

Se poi guarda bene vedrà che accanto al marciapiede per i pedoni ed alla pista ciclabile per i cilclisti c'è anche una strada per i veicoli a motore, che ha la stessa funzione che hanno il marciapiede per i pedoni e la pista ciclabile per i ciclisti:

un mero espediente pratico per garantire uno spazio ai veicoli a motore, senza che chi guida i veicoli a motore debba preoccuparsi di investire i ciclisti che percorrono la pista ciclabile e/o i pedoni che camminano sul marciapiede.

Ne consegue che io, nel momento in cui dico a lei di pedalare con la sua bicicletta sulla pista ciclabile e/o ad un pedone di camminare sul marciapiede e/o ad un conducente di un veicolo a motore di passare sulla strada,

non solo mi faccio i cazzi miei, cioè di uno che in questo momento è un pedone che cammina sul marciapiede che vuole semplicemente camminare sul marciapiede senza essere investito da una bicicletta e/o da un veicolo a motore,

ma anche di un ciclista che va sulla pista ciclabile e vuole evitare di investire un pedone e/o di essere investito da un veicolo a motore,

nonchè di uno che passa sulla strada con il suo veicolo a motore e vuole evitare di investire uno che va in bicicletta e/o uno che cammina sul marciapiede.

2) SGOMBRIAMO IL CAMPO DALLE ILLUSIONE DEI BUONISTI

A questo punto quelli tra di voi che si crogiolano in weltanschauung buoniste sorrette da una profonda ed indistruttibile Fede Nell' Umanità Maiuscolata, che delirano di esemplari della specie Homo Sapiens pervasi di "Ammmore per il Prossimo",

allo scopo di cancellare la consapevolezza, che li angoscia, della realtà degli esemplari della specie Homo Sapiens, i quali, guidati dall' istinto di sopravvivenza, che è un sano e naturale egoismo, si occupano solo e soltanto della loro sopravvivenza individuale e della permanenza del loro corredo genetico sulla Terra, del tutto indifferenti ai propri simili, alla loro vita, alle loro cose ed alla loro prole,

che alla fin fine sono sempre e comunque complici di quelli che vogliono fare mpò come cazzo se pare, complici inconsapevoli per quanto riguarda quei pochissimi che credono in buona fede a quanto sopra, complici consapevoli quei tantissimi in mala fede che fingono di credere a quanto sopra per continuare a fare loro e per continuare a far fare atutti gli altri mpò come cazzo se pare,

penseranno che questa mia spiegazione dettagliata, esaustiva e ragionevole del motivo per cui esistono le leggi e le regole, come mero espediente pratico per garantire la libertà e la sicurezza di tutti, abbia convinto il tipo in bicicletta a scendere dal marciapiedi e ad andare sulla pista ciclabile.



"Fatti i cazzi tuoi !" ha ripetuto il tipo al termine della mia spiegazione, "seccato" dalla mia "indebita intromissione" nella sua "libertà personale" di andare in bicicletta sul marciapiede, pur in presenza di un' apposita pista ciclabile, ed ha continuato ad andare in bicicletta, pedalando allegramente sul marciapiede.

3) LA CONCLUSIONE

La conclusione è che è massicciamente diffusa una weltanschauung che considera leggi e regole come uno "strumento fascista di repressione della libertà individuale" e/o che rappresenta fittiziamente le leggi e le regole come uno "strumento fascista di repressione della libertà individuale",

per avere un alibi che consenta di continuare a fare mpò come cazzo se pare,

e questo atteggiamento rende completamente inutile il "momento educativo", cioè la buona volontà di chi cerca di spiegare l' utilità pratica di leggi e regole come strumento per garantire la libertà e la sicurezza di tutti,

il quale trova, sempre e comunque, a rendere inutile ogni sua spiegazione sulla necessità e sull' utilità pratica delle leggi e delle regole, per quanto chiara, dettagliata ed esaustiva essa sia,

il "muro invalicabile" della suddetta considerazione di leggi e regole come uno "strumento fascista di repressione della libertà individuale" e/o della suddetta rappresentazione fittizia di leggi e regole come uno "strumento fascista di repressione della libertà individuale",

che consentono all' interlocutore di avere un alibi per continuare a fare mpò come cazzo se pare, e, conseguentemente, di continuare di fatto a fare come cazzo se pare.

4) LA SOLUZIONE

Dopo il "momento educativo", che resta ineludibile ed indispensabile, in cui, dopo aver fatto leggi e regole uguali per tutti, che garantiscano la libertà e la sicurezza per tutti,

si spiega in modo dettagliato ed esaustivo, come ho fatto io al ciclista di cui sopra che pedalava sul marciapiede in presenza di una pista ciclabile, che quelle leggi e quelle regole uguali per tutti, che garantiscano la libertà e la sicurezza per tutti, servono a tutti,

si passi senza indugio alla verifica e si valuti se il "momento educativo" ha avuto effetto, cioè se quella spiegazione chiara, dettagliata ed esaustiva della funzione di leggi e di regole uguali per tutti, come strumento per garantire la libertà e la sicurezza di tutti,

ha convinto realmente l' interlocutore che quelle leggi e quelle regole uguali per tutti, che garantiscano la libertà e la sicurezza per tutti, servono a tutti,

verificando attentamente se il suddetto ha iniziato ad avere un comportamento consapevolmente e volontariamente rispettoso delle leggi e delle regole.

Nel caso in cui la verifica sia negativa e l' interlocutore persista invece in un comportamento del tipo "faccio mpò come cazzo me pare",

passare senza indugi e senza remore al momento repressivo, con la ferma e convinta consapevolezza che fare leggi uguali per tutti ed imporle in modo uguale a tutti, anche agli "amici degli amici", non è un' azione fascista, repressiva della libertà, che turba il "sacro valore dell' amicizia", ma il solo modo per costruire una società di liberi ed eguali

ERGO

imporre quotidianamente, severamente e rigorosamente a lui ed a tutti quelli che, come lui, persistono in comportamenti del tipo "faccio mpò come cazzo me pare",

quelle leggi uguali per tutti, in modo uguale su tutti, se necessario anche con la forza, con controlli rigidi e precisi, che portino poi a pene ferme e decise, inflitte in modo severo e rigoroso, verso chi trasgredisce quelle leggi e regole uguali per tutti, applicate in modo uguale su tutti, che garantiscono la libertà e la sicurezza per tutti,

forti della ferma ed assoluta certezza che senza il momento repressivo il momento educativo è del tutto inutile,

perchè, in assenza del momento repressivo in cui chi trasgredise la legge viene quotidianamente, severamente e rigorosamente punito con pene ferme e decise, inflitte in modo severo e rigoroso,

tutti continueranno a sbeffeggiare chi cerca di spiegargli con la buona volontà e con estrema chiarezza, sorretto da una forte vocazione pedagogica, che quelle leggi e quelle regole uguali per tutti, che garantiscano la libertà e la sicurezza di tutti, servono a tutti,

protetti dal "muro invalicabile" della suddetta diffusissima considerazione di leggi e regole come uno "strumento fascista di repressione della libertà individuale" e/o della sudddetta diffusissima rappresentazione fittizia di leggi e regole come uno "strumento fascista di repressione della libertà individuale",

costruito e consolidato nel corso dei secoli,

che gli garantisce un alibi per continuare a fare mpò come cazzo se pare, e, conseguentemente, di continuare di fatto a fare come cazzo se pare.

5) BREVE SINTESI FINALE

'Nzomma....

Per concludere riassumendo in poche parole, con un messaggio breve e comprensibile a tutti, quel che ho scritto qui sopra...

Io posso passa' pure tutta la vita addi' a quelli che vanno con la bicicletta sul marciapiede in presenza di una pista ciclabile che dovono passa' sulla pista ciclabile e a spiegargli i motivi per cui devono farlo.

Finchè nun ce sta un vigile urbano che je fa' una multa quelli manco me se cacano.

La stessa cosa, naturalmente ed ovviamente, vale per qualunque trasgressione a qualsiasi legge e qualunque regola e per qualunque richiamo verbale al rispetto di qualunque legge e qualunque regola, seppur accompagnato dalla spiegazione dei motivi per cui esiste la legge e la regola e per cui bisogna rispettare la legge e la regola, allo scopo di educare al rispetto delle leggi e delle regole.

In assenza di qualcuno che punisca quotidianamente, severamente e rigorosamente chi trasgredisce le leggi e le regole hai voglia a parla' pe' spiega la necessità e l'utilità pratica delle leggi e delle regole, allo scopo di educare al rispetto delle leggi e delle regole: nun te se caca nessuno e ognuno continua a fa' mpò come cazzo se pare...

O NOOO ??

PRECISAZIONE FINALE

Tutto quello che ho scritto qui sopra sulla necessità e sull' utilità pratia di leggi regole uguali per tutti vale soltanto all' interno di una società umana in cui ci sia uguale distribuzione di ricchezza e di potere tra gli esemplari della specie Homo Sapiens che la compongono,

perchè è ovvio e facilmente comprensibile a tutti che in una società umana in cui pochissimi esempllri della specie Homo Sapiens possiedono tutta la ricchezza e tutto il potere, cioè tutte le società umane finora esistite nella storia,

la legge è sempre e comunque uno strumento usato da quei pochissimi esemplari della specie Homo Sapiens che possiedono tutta la ricchezza e tutto il potere per controllare, sottomettere, sfruttare ed usare tutti gli altri.




Pubblicato il 8/1/2019 alle 8.18 nella rubrica Il gioco E’ le sue regole.

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